Maestro arrestato: notizia sconvolgente per colleghi e ex alunni

di redazione
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E’ stato uno choc per genitori, ex alunni e colleghi l’arresto del maestro d’infanzia a Pero.

Portavo a scuola mio figlio perché c’era lui

“Mi sembra impossibile, io lo conosco bene, ho frequentato l’asilo proprio in questa struttura e lui era il mio maestro, lo adoravo”, ha detto una delle mamme dei bambini che frequentano la scuola. La donna, 27 anni, ha raccontato che era stato anche il suo maestro. “Era un insegnante delizioso, buono con noi bambini – ha aggiunto la donna – ho portato mio figlio che adesso ha 3 anni in questa scuola proprio perchè c’era lui”.

Nessuno aveva preso in considerazione le lamentele

Non dello stesso parere altri genitori, infatti già in passato c’erano state delle rimostranze contro quel maestro, ma nessuno le aveva prese in considerazione. I genitori sono entrati poi nell’asilo per riprendere i figli. “Molti di noi stanno valutando se continuare a portarli qui o fargli cambiare scuola – hanno detto alcune mamme – domani sicuramente li terremo a casa”.

L’indagine è partita all’inizio di luglio, quando la madre di un bambino ha sporto querela ai carabinieri perché il figlio di 3 anni e mezzo aveva riportato la frattura del braccio. La donna lo aveva scoperto solo una volta in ospedale, dove si era recata perché il bambino lamentava un dolore al braccio al ritorno a casa. L’episodio non è contestato al maestro poiché non è stato possibile accertare una responsabilità nella lesione ma ciò è bastato per dare il via agli accertamenti.

Nella denuncia la donna ha raccontato di aver raccolto altre lamentele da parte di genitori che avevano i bambini nella stessa struttura, una parte di questi adulti ha poi confermato ai carabinieri i dubbi sul comportamento del maestro. Le telecamere installate a scuola hanno consentito di verificare l’atteggiamento violento del maestro, a cui stamattina i militari hanno notificato il provvedimento. La Procura contesta maltrattamenti continuati, gli episodi riguardano soprattutto il “comportamento vessatorio continuo”.

Si sentivano i bambini piangere, ma nessuno ci faceva caso

I colleghi sono increduli: “E’ stato uno choc anche per noi, nessuno si è mai accorto di nulla, quel maestro lavora qui da 34 anni. Certo era molto severo, ma nessuno poteva aspettarsi una cosa del genere. Qui oggi l’istituto funziona regolarmente, abbiamo fatto il possibile perchè i bimbi non si accorgano di nulla, solo 3 o 4 genitori si sono presentati a ritirare i figli in anticipo, ma siamo sicuri sia una decisione momentanea – ha aggiunto una delle responsabili dell’asilo – Ci sono state le feste di compleanno come tutti i giorni”.

“Non ci siamo mai accorti di nulla altrimenti saremmo stati i primi a denunciare – aggiungono i colleghi- Sì, qualche volta si sentivano i bimbi piangere dalla sua classe, ma si sa che i bimbi piangono spesso e per tanti motivi”.

Il Comune difende i docenti

Anche il Comune di Pero ha scritto una nota sulla vicenda: “Si tratta di una notizia sconvolgente, che tocca un ambito di estrema delicatezza come la vita di soggetti tra i più fragili della nostra comunità, ossia i bambini e le bambine che frequentano le scuole cittadine”.
“Dal canto nostro – prosegue la nota – vogliamo innanzi tutto essere vicini ai nostri bambini ed alle loro famiglie pur ribadendo la serietà, la professionalità e la passione che i docenti delle scuole mettono ogni giorno nella loro missione di educatori. I docenti sono selezionati e rispondono al Ministero della Pubblica Istruzione, che a Pero ha sempre garantito un elevato livello del servizio didattico”.

Il Comune di Pero esprime “fiducia totale nell’Arma dei Carabinieri, che ha condotto le indagini, e nella Magistratura cui ora spetterà emettere un giudizio, che in uno Stato di Diritto come l’Italia non può essere anticipato da processi di piazza. I processi, in Italia, si fanno nelle aule di Tribunale. Ed è lì che dovrà emergere la verità, a tutela- in primis- degli alunni della scuola d’infanzia e di tutta la nostra comunità”.

“Anche di fronte a un caso così grave di cronaca del quale non possiamo, né vogliamo, sminuire la gravità, preferiamo comunque il riserbo ed il contegno istituzionale. Pero è sempre stata una comunità forte e coesa, e vogliamo che rimanga tale. Soprattutto nei momenti più difficili”, conclude la nota.

 

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