Maestro accusato di maltrattamenti in classe, assolto in appello: “Comportamenti maschili”. Ma la Cassazione lo condanna: “Non esiste mai la necessità di comunicazione fisica”

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Sentenza

Una vicenda che ha dell’incredibile per certi aspetti. Un rimpallo di tribunali e sentenze che ha visto prima condanna, poi l’assoluzione e infine una (ri)condanna a un maestro accusato di maltrattamenti in classe. E’ quanto riporta la pagina milanese del Corriere della Sera.

Il maestro di scuola dell’infanzia protagonista della vicenda, dopo essere stato condannato in Tribunale a due anni e otto mesi per maltrattamenti dei piccoli, era poi stato assolto dalla Corte d’Appello, con tanto di scuse da parte del pg. 

In quell’occasione, per i tre giudici del collegio d’Appello che nel 2020 lo avevano assolto dopo 16 mesi di arresti domiciliari, le immagini del video che incastravano l’insegnante, erano immagini nelle quali “non vi è traccia di colpi con le ciabatte, tantomeno di teste sbattute, schiaffi o colpi in testa”, al punto che “ci si chiede da dove la sentenza di primo grado” di condanna avesse “tratto l’esistenza di atti vessatori”.

Per la Corte d’Appello, infatti, al più “i filmati restituivano un comportamento brusco, molto maschile, frutto della necessità di una comunicazione fisica in luogo di quella verbale, da alcuni neppure comprensibile per via di problematiche varie, frutto di stanchezza e di tensione legata alla tenuta di una classe con almeno cinque etnie e con bambini di età compresa tra i due e i cinque anni“. 

Ma questa, per la Cassazione, oltre ad essere “una smaccata prospettiva giustificazionista in chiave sessista, quasi che un simile stile educativo possa ritenersi antropologicamente “proprio” del genere maschile e in quanto tale tollerabile“, è una affermazione “contraria alle più basilari regole del comportamento civile che un insegnante, in particolare, è tenuto più di ogni altro ad osservare. Non esiste mai necessità “di una comunicazione fisica” (che nel caso si concretizzava in un intervento manesco violento) in luogo di quella verbale”, tanto più nell’accudimento di bambini piccoli, né comportamenti violenti possono essere giustificati da stanchezza e tensione legata alla tenuta di una classe con etnie varie”.

Per questo motivo, la Cassazione ha condannato il maestro a 1 anno e 8 mesi di reclusione.

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