Maestri infanzia e primaria laureati devono guadagnare quanto docenti medie e superiori, Altadonna: arretrati fino a 97mila euro

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“In Italia e solo in Italia può succedere”. Così Salvo Altadonna – portavoce del comitato A.S.I. (Area Sostegno e Inclusione) – esordisce spiegando che, dall’approvazione della legge 53/2003 ad oggi, i maestri laureati hanno subito e continuano a subire un danno economico che ammonta a circa 100 ml euro per ogni docente. Rei di questa macroscopica lesione, ovviamente, il MIUR congiuntamente alle OO.SS. firmatarie del CCNL.

Il punto di partenza è l’Art. 5 comma I lettera a), della legge 53/2003 che recita: “La formazione iniziale è di pari dignità per tutti i docenti ………”.

“Tenuto conto – dice Altadonna – di quanto stabilito dalla medesima legge all’art. 5 comma III in materia di abilitazione all’insegnamento per la scuola dell’infanzia e primaria. E’ necessaria una revisione del CCNL comparto scuola, relativamente alle tabelle stipendiali e/o al numero di ore settimanali previste per l’insegnamento negli ordini di scuola Infanzia e Primaria.”

Specificatamente, Altadonna si riferisce al fatto che essendo la Laurea il titolo unico di accesso all’insegnamento per tutte le scuole di ogni ordine e grado una revisione del contratto sarebbe inevitabile. “Non si comprende – attacca – come le OO.SS. restino immobili dinnanzi al sperequazione in atto tra docenti del Primo e docenti del Secondo Ciclo di istruzione.”

A titolo esemplificativo Altadonna ha inviato alla nostra redazione un quadro che confronta docenti Infanzia e Primaria con quelli della secondaria, considerando il primo scaglione contrattuale (0 – 8):

Docente Scuola dell’Infanzia e Primaria:

  • Anzianità 0 – 8

  • N° ore di servizio settimanale 24

  • Retribuzione lorda annua 19.324,27 euro

Docente Scuola Secondaria di secondo grado:

  • Anzianità 0 – 8

  • N° ore di servizio settimanali 18

  • Retribuzione lorda annua 20.973,22 euro

Quindi, secondo Altadonna, risulterebbero evidenti:

  • differenza ore di servizio settimanali 6

  • differenza retributiva lorda annua 1.648,85 euro

20.973,22 euro/ 13 mensilità = 1613,32/4 settimane = 403,33 euro-settimana/ 18 ore = 22,40 euro-ora

Tenendo quindi presente che, prescindendo dall’ordine di scuola, il titolo d’accesso all’insegnamento è il medesimo e considerando come reddito lordo annuo di riferimento quello dei docenti del secondo ciclo, Altadonna approssima una proiezione creditoria per ogni docente italiano della scuola dell’infanzia o primaria così calcolata:

N° ore settimanali eccedenti 6 * 22,40 euro = 134,40 * settimane = 537,60 euro-mensili * 13 mensilità = 6.988,80 euro-annui.

“Per concludere con i numeri – leggiamo nel comunicato del comitato – se consideriamo un docente immesso in ruolo proprio nel 2003 con la laurea in Scienza della Formazione Primaria, lo stesso ad oggi PUO’ VANTARE UN CREDITO NEI CONFRONTI DEL MIUR CHE SI AGGIRA INTORNO A: 6.988,80 EURO-ANNUI * 14 anni = 97.843,20 euro”.

Quanti sono i docenti coinvolti? 224.124 per la scuola Primaria e circa 93.000 per la scuola dell’Infanzia a questi vanno aggiunti tutti i precari con contratto a tempo determinato.

“Questa proiezione – conclude Altadonna – se pur approssimativa rende chiara la macroscopica lesione del diritto al salario di funzione che subiscono i docenti. Questo coinvolge anche i docenti immessi in ruolo prima della legge 53/2003 con il diploma per i quali (come succede nel resto del pubblico impiego) andrebbe parimenti considerato il calcolo precedente fino a pensionamento.”

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