Maestri di motoria alla primaria, iniziato iter in Parlamento. Anief: occorrono palestre adeguate

di redazione
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comunicato Anief – Nella scuola primaria, a breve, metteranno piede per la prima volta i maestri di educazione fisica: gli verrà destinata una classe di concorso ad hoc, dove si andranno a collocare dopo avere svolto un concorso tutto per loro.

Il progetto sembrerebbe ad ampio raggio, perché, secondo le anticipazioni fornite dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, grazie all’introduzione del docente di motoria specializzato avremo finalmente “centri sportivi scolastici” e potremo affidare loro attività extracurricolari”. L’iter in Parlamento è già iniziato.

Nei giorni scorsi la proposta di legge 523 dell’on. Marco Marin (Forza Italia) e altri è stata accolta dalla VII Commissione della Camera, assieme alla 914 a prima firma dell’on. Virginia Villani (M5S) e alla 784 dell’on. Vanessa Cattoi (Lega) e altri: il nuovo docente sarà un ex diplomato Isef o laureato in scienze motorie, verrà inquadrato come un docente della primaria con un orario di 22 ore di servizio settimanale.

Anche il Documento di Economia e Finanza 2019 ha previsto la figura di insegnanti specialistici (pure di musica e inglese). A questo proposito, scrive Orizzonte Scuola, “secondo quanto si legge nel documento, il Governo si è posto l’obiettivo di reclutare docenti con titoli idonei all’insegnamento della lingua Inglese, della Musica e dell’Educazione Motoria nella scuola primaria. L’obiettivo sarà raggiunto anche utilizzando docenti, disponibili in organico, abilitati all’insegnamento per la primaria e in possesso di competenze certificate nelle materie da approfondire. Per accedere all’insegnamento delle succitate discipline saranno oggetto di valutazione nuove classi di concorso e i requisiti per accedere all’insegnamento delle medesime. Ci si propone, inoltre, di rivedere la normativa (risalente al 1958) che disciplina l’organizzazione delle attività sportive scolastiche”.

Nel Paese dove troppi giovanissimi sono obesi o in sovrappeso, la presenza di docenti specializzati di motoria diventa allora centrale. Tutti contenti, dunque? Sicuramente, ma per fare sport, ricorda Il Messaggero, servono “un locale e delle attrezzature adeguate. E non tutte le scuole ne sono provviste. Un segno chiaro di quanto l’attività sportiva negli istituti sia stata messa da parte fino ad oggi. In base al XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole, realizzato da Cittadinanzattiva, risulta infatti che non tutte le scuole sono dotate di palestre: quasi una su tre, il 28%, non ce l’ha”.

“E quando c’è, la palestra non è proprio come dovrebbe essere: il 37% presenta infatti muffe, infiltrazioni o altri segni di fatiscenza. Brutti voti anche per la pulizia che scarseggia almeno in una scuola su 4: la polvere è presente nel 29% delle palestre, la sporcizia nel 25% e i cattivi odori nel 21%. Anche sul fronte della sicurezza le bocciature non mancano: il 27% non ha le porte antipanico, una su 4 ha le finestre rotte e il 22% ha impianti elettrici danneggiati. Non solo, una palestra su 3 non ha gli arredi a norma o le attrezzature in regola”.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “non può che essere accolta con soddisfazione la volontà di introdurre la disciplina di scienze motorie anche nel primo ciclo, attraverso l’inserimento del personale docente abilitato o provvisto di competenze specifiche: c’è un alto bisogno di tutelare la salute dei nostri studenti, già dai primi anni dell’obbligo scolastico, quando la sedentarietà sviluppa diversi problemi durante la crescita a partire da quelli posturali. Pensare che per decenni questo non si è potuto realizzare solo per mere ragioni di risparmio, la dice lunga sulla lungimiranza dei nostri governanti”.

“È bene, quindi, che la pratica dell’avviamento allo sport e le attività fisiche – continua Pacifico – si svolgano in scuole dotate di infrastrutture ed attrezzature adeguate. Come si fa a svolgere attività fisica se tre scuole su dieci non sono dotate di palestre? E siamo sicuri che negli altri sette istituti le palestre siano a norma? Noi abbiamo qualche dubbio, visto l’alto numero di strutture non a norma e prive delle certificazioni previste dalla legge. Se poi si parla di attività fisica di qualità, allora bisogna anche dotarsi di attrezzature e arredi adeguati, quelli che in una scuola ogni tre non sono invece presenti. Siamo convinti che non basta annunciare l’introduzione dei docenti di motoria se parallelamente non si mettono questi nelle condizioni, stanziando i finanziamenti necessari per operare in sicurezza. Il governo non può eludere questo punto, altrimenti ci ritroveremo con un’innovazione mozzata”, conclude il sindacalista autonomo.

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