Maestre e genitori: niente elementi paurosi nelle fiabe

di redazione
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Margherita Cennamo, burattinaia-educatrice che da oltre 15 anni porta nelle scuole di Bologna e del territorio emiliano-romagnolo spettacoli per i bambini, ha denunciato le strane richieste dei genitori per non spaventare i bambini con le favole, sminuendo talvolta il loro senso.

“Ormai le scuole sono terrorizzate dai genitori. Sono loro che dettano l’agenda”, ha lamentato l’artista parlando con l’AGI. “Togliere la paura nelle fiabe, eliminare l’Orco, la Strega  equivale a togliere il ‘sale’ alla mia attività. Questo non è utile al bambino perché le fiabe attraverso il contrasto tra l’eroe buono e l’antagonista cattivo, aiutano i più piccoli a gestire la paura”.

La burattinaia ha proposto la fiaba della Regina della Neve in una scuola dell’infanzia, le è stato richiesto che il diavolo diventasse un mago e la scheggia ‘malvagia’ che, nella fiaba di Andersen, si infila dentro l’occhio del bimbo Kay rendendolo una sorta di automa avrebbe dovuto colpire un dito.

“Io – racconta Cennamo all’AGI – ho risposto che non ero d’accordo. Poi è arrivata un’email in cui la scuola rinunciava allo spettacolo. Mi è dispiaciuto per la modalità arrogante e per questo ho poi raccontato tutto su Facebook. Non ho ancora capito se il timore della scuola sia nato dalle maestre o dai genitori”.

Secondo l’educatrice-burattinaia “ogni bambino vive in un mondo che non è esente dal male. Le fiabe rappresentano un ‘cuscinetto’ tra il bimbo e la realtà”. Un altro esempio di ‘censura’? “Stavo analizzando in classe la fiaba ‘La finta nonna” di Calvino. Ad un certo punto – ha raccontato Cennamo – la bimba si trova di fronte al fiume Giordano che spalanca le acque per farla passare. Mi è venuto naturale fare un richiamo a Mosè ma una maestra mi ha detto: ‘Non farlo perché una bimba ha genitori atei'”.

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