Maestre bocciate al concorso perché impreparate. La colpa? C’è chi dice che è del Governo

di redazione
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E’ il caso di questi giorni, quello dell’alto numero di bocciati al concorso per infanzia e primaria in Emilia Romagna, ma nella scorsa estate ha tenuto banco per moltissime altre classi di concorso, nelle quali è stato rilevato un numero altrettanto alto di candidati che non hanno superato la prova scritta.

Con continui rimbalzi sulle responsabilità di questa debacle (avviene infatti che per molte classi di concorso i posti rimarranno vuoti perché a superare tutte le prove è un numero di candidati inferiore rispetto a quelli messi a bando, idonei compresi).

L’ultimo capitolo vede protagonisti il Dirigente dell’ufficio Scolastico proprio dell’Emilia Romagna, che chiama in causa la formazione di questi insegnanti, e dunque le Università. A rispondere, dalle pagine di Repubblica ed. di Bologna la pedagogista Mariagrazia Contini “E’ facile scaricare la colpa sui candidati e sull’Università che li forma e non mettere mai in discussione gli strumenti che si utilizzano: il concorsone non solo è farraginoso, è inadatto”.

Precari over 35, magari con un decennio di precariato alle spalle. “Se non sanno tradurre in lezione ciò che hanno studiato, di chi è la colpa? ” – prosegue la pedagogista dell’Ateneo Alma Mater “Dell’università o di una scuola, meglio di un Ministero che li tiene per anni a bagnomaria?”

In realtà la questione è più complessa, perché le categorie di partecipanti al concorso erano due, da un lato appunto i laureati in Scienze della formazione primaria (maggiore collaborazione tra scuola e Università, incrementando il tirocinio chiede la Contini”, ma dall’altro ci sono anche i candidati in possesso solo del diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 che hanno fatto leva o sull’esperienza della pratica didattica o sulla studio finalizzato al superamento del concorso.

Impossibile avere una soluzione al problema, anche perché dall’altro lato c’è chi sostiene che l’unico problema era rappresentato dalle modalità – prova comuputer based da svolgere con circa 18 minuti a disposizione per ogni quesito” del concorso e non dalla preparazione dei candidati.

Certo è che la stretta collaborazione tra scuola e università ha sempre rappresentato il punto ideale per la preparazione delle nuove generazioni di insegnanti, almeno da 15 anni a questa parte. Potrebbe essere la volta buona.

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