#maestrapersempre, venti anni di servizio e ancora precaria. Lettera

di redazione
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Maria Anna La Montagna – Sono una che ha sempre lottato nella vita per arrivare ad insegnare…l’anno prossimo festeggerò il mio 20 anno nella scuola…nella scuola? nel precariato…adesso si…nel precariato che risulta essere una nuova professione, da quando i vari politici di turno hanno ben pensato di non assumerci come gli altri ma di farci lavorare come e peggio degli altri…

Una diatriba che va avanti da secoli e che nessuno ha mai pensato di risolvere, ma anzi di accantonare ogni volta in un angolo in attesa di non so che cosa o chi…diciamo che voi politici ci avete messo le une contro le altre…state creando fratture che non si rimargineranno facilmente e soprattutto non ci portano nella stessa direzione…

Ci sono stati dei passaggi, a mio avviso, errati…perché se chi ha scelto di andare fuori e lasciare tutto e tutti, pur di avere il ruolo fosse rimasta lì per tre anni come si diceva all’inizio, in questi tre anni la manovra avrebbe consentito a chi è rimasta nel suo paese, ad insegnare sempre con supplenze minime, di raggiungere il ruolo come le colleghe…ed ora non ci sarebbe tutto questo…gente ammassata nelle gae che aspetta aspetta e aspetterà…fino a quando qualcuno non prenderà in mano quella graduatoria e la darà in pasto ai porci …cosa contro legge!!!

Tu Stato mi hai detto che per insegnare ed abilitarmi avrei dovuto fare un concorso e vincerlo: FATTO…che per entrare nonostante titoli e requisiti, dovevo accumulare punteggio e farmi sfruttare dalle private:FATTO E ANCHE TANTO…mettermi in graduatoria ed attendere che mi chiamassero…

Mio caro Stato, come vedi ti porto rispetto perché ti scrivo con lettera grande, ma tu rispetto per me quando lo avrai? Forse qualche filo si è rotto…perché quella chiamata che mi dà diritto al ruolo, non l’ho ancora ricevuta e a quanto apprendo neanche quest’anno arriverà…pensi che sia cosa buona e giusta…no mio caro Stato è ingiusta…

Io ti ho rispettato andando a scuola nonostante il mio carcinoma,le mie chemio e la mia pelata perché ci credo…credo fermamente e vivamente in quello che vado a fare…negli sguardi che incontro, nei sorrisi e nelle lacrime e nasi che asciugo…Tu mio caro Stato hai dimenticato come ci si comporta con il prossimo, perché per la tua sete di potere, per le tue manovre oscure, non ti sei curato di noi figli…purtroppo spesso deboli e mancanti di forze per affrontarti…ma io non accetto questa tua indifferenza perché non è giusto ciò che stai facendo…

La scuola deve essere il tuo primo pensiero anche se tra le tue fila c’è qualcuno che quella scuola non l’ha frequentata…sbagliando spesso anche le cose più elementari…ed ha interpretato male il termine manipolare che usiamo noi alla scuola dell’infanzia…Questo è semplicemente lo sfogo di chi ogni mattina si alza per combattere un cancro e per vedere realizzato il suo sogno e quello di tante Precarie che vorrebbero insegnare…ciao mio caro Stato…

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