Maestra viene trasferita, genitori e sindaco si ribellano: “Ha seguito gli alunni fino alla quarta primaria. Invece l’ultimo anno ci sarà una nuova maestra”

WhatsApp
Telegram

In Provincia di Pordenone una maestra non lavorerà nello stesso plesso dopo aver portato per 4 anni una classe primaria in quinta. Genitori e sindaco si ribellano. Ma, come sappiamo, è la legge a decidere.

Per cui, riporta Il Gazzettino, i genitori della quinta A della scuola “Padre Angelo Buodo”, a Pravisdomini, provincia di Pordenono, hanno coinvolto il sindaco Davide Andretta, la dirigente dell’istituto comprensivo Cristina Del Bel Belluz, oltre a scrivere al ministero dell’Istruzione.

Gli insegnanti vengono chiamati dalla graduatoria e questo è l’unico modo per garantire trasparenza e meritocrazia. Purtroppo, finché l’insegnante non ha completato il suo percorso e non abbia ottenuto il ruolo nella scuola, non è possibile esimerlo dallo spostamento a meno che, per un caso fortuito, il sistema non lo riassegni alla stessa scuola. La graduatoria di cui le parliamo è formata da docenti specializzati, che hanno studiato, si sono formati e continuano a farlo“, la risposta da Roma che dunque non lascia scampo a nuove soluzioni.

I genitori inizialmente avevano deciso di non entrare in classe il primo giorno di scuola e di restare fuori insieme ai figli, in una sorta di sit in. “Però la maestra trasferita ci ha pregato di entrare per rispetto verso la nuova insegnante, contro cui non abbiamo nulla da dire. La nostra contrarietà riguarda la posizione granitica del ministero”, sottolinea Elodie Baccaglini, rappresentante di classe della quinta A, “La docente che se ne va ha seguito la classe dal primo anno ed è stata un fondamentale punto di riferimento per i nostri figli. Durante il periodo dell’emergenza Covid, quando i bambini erano costretti all’isolamento, ha saputo mantenere un ottimo livello di apprendimento e li ha supportati psicologicamente. Siamo sfiduciati dal modo in cui l’istituto scolastico di Pordenone ha risposto all’email e alle telefonate rilasciando risposte basiche, senza tenere conto delle conseguenze che potranno subire gli alunni. Riteniamo inaccettabile che un’insegnante venga trasferita in un altro istituto proprio nell’ultimo anno”, prosegue la donna.

Anche il primo cittadino è intervenuto nella questione, schierandosi al fianco dei genitori e degli alunni: “A livello politico mi sono attivato per capire se c’erano possibili soluzioni, ma la normativa non può essere disattesa. Ho inviato una nota all’ufficio scolastico regionale, e per conoscenza all’assessore all’istruzione Alessia Rosolen, facendo presente che queste regole andrebbero cambiate per il bene degli alunni. Anche per questo è auspicabile l’adozione dell’autonomia scolastica nella nostra regione“.

WhatsApp
Telegram

Concorso docenti 2024/25, bando a novembre: cosa studiare e come prepararsi. Webinar Eurosofia di presentazione il 26 luglio ore 17.00