Maestra vaccinata, ma senza green pass: “Da luglio è un’agonia, ora rischio la sospensione”

Stampa

In quarantena per una collega risultata positiva al Covid, a novembre scorso, vaccinata a marzo con Astra Zeneca all’hub vaccinale di Termini e ancora in attesa del green pass. 

Situazione difficile per un insegnante in una scuola dell’infanzia di Roma, “dimenticata” di fatto da un sistema a rullo compressore, quello dell’emergenza pandemica, e oggi sospesa tra certificati fantasma e risposte non ottenute.

“Il 5 novembre scorso sono stata messa in quarantena dalla Asl per una collega positiva al Covid – racconta all’Adnkronos la maestra – il giorno dopo, per precauzione, sono andata a fare un tampone antigenico e sono risultata positiva. Ho comunicato l’esito al medico di famiglia e alla direttrice scolastica e mi è stato detto di fare un tampone molecolare che con mio marito siamo andati a fare alla Cecchignola: io sono risultata negativa, mio marito positivo. Entrambi finalmente negativi al tampone di riscontro dieci giorni dopo, l’indomani ho ripreso servizio a scuola con il certificato rilasciato dal medico di famiglia di avvenuta guarigione. Intanto ho prenotato il vaccino il 23 febbraio e mi è stato dato appuntamento per il 13 marzo all’hub di Termini. Un esame sierologico consigliatomi dal medico, ha evidenziato l’alta percentuale di anticorpi. Ero dunque venuta a contatto con il virus e per questo all’hub, inoculata la dose, mi hanno scritto nell’attestazione che quella sarebbe stata una dose unica. Certificato alla mano di avvenuta vaccinazione, è iniziato il mio calvario”.

“Ad oggi non sono mai riuscita a ottenere il rilascio del green pass – incalza – ho chiamato il 1500, il numero per scaricare la certificazione, mio marito ha scritto mail su mail perché si avvicinava l’apertura delle scuole, abbiamo allegato tutta la documentazione, ma niente. Abbiamo provato a scaricare il recupero dell’autocod ma mi è stato risposto che non era disponibile, in farmacia stessa cosa, la certificazione risulta non generata o i dati inseriti non corretti. Il primo settembre mi sono presentata scuola con l’attestazione rilasciata dall’hub vaccinale ma sono stata rimandata a casa. Sono tornata dal medico di famiglia, mi ha consigliato di fare il tampone ma il green pass è arrivato dopo tre giorni, quindi già scaduto. Anche il dirigente scolastico si è attivato chiedendo soluzioni, l’assessorato alla Sanità ci ha detto di inviare tutto a loro, che avrebbero provveduto nel merito, gli ho scritto quindi una mail alla quale, anche qui, non ho ricevuto alcuna risposta. Ho tentato e fatto tutto, ho scritto anche all’Asl, mi hanno risposto che hanno controllato la posizione vaccinale che risulta correttamente inserita e non riescono a capire come mai io non riesca a ottenere il green pass”.

“Il problema è che se voglio risolvere questo problema e lavorare – conclude la maestra – un giorno sì e un giorno no devo fare un tampone a spese mie, come sto facendo da ieri. Ma poi la mancanza del green pass ha conseguenze anche nella vita quotidiana, stasera sono a cena fuori con amici, dobbiamo mangiare all’esterno con la pioggia perché senza certificato non mi fanno entrare e ho mia figlia a Pordenone, se devo andare a trovarla non posso nemmeno muovermi liberamente. È dal primo luglio che io e mio marito stiamo combattendo, possibile non si possa far niente per garantirmi almeno la libertà di lavorare, regolarmente vaccinata?”.

Stampa

Didattica inclusiva attraverso alcune figure del mito greco. Corso online riconosciuto dal Ministero dell’istruzione