Maestra torna dalla Germania per insegnare: “Mi hanno pagato solo 70 euro, mi trovo senza soldi e non so come pagare le bollette”

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Piera, 43 anni, ha iniziato il suo percorso come insegnante nella scuola dell’infanzia a Sassari, dopo un decennio di esperienza lavorativa in Germania.

Il suo ritorno in Italia rappresentava non solo un ritorno alle radici, ma anche la realizzazione di un sogno a lungo coltivato: insegnare nel suo Paese d’origine. Con entusiasmo e speranza, Piera ha intrapreso questo viaggio professionale, credendo fermamente nella sua vocazione educativa.

L’entusiasmo iniziale di Piera, tuttavia, si è presto trasformato in una delusione profonda. Come racconta la stessa docente a Il Messaggero, dal suo ingresso in servizio il 6 ottobre, ha lavorato con dedizione e continuità, spesso per cinque giorni a settimana. Nonostante il suo impegno, Piera si è ritrovata a fronteggiare una realtà sconcertante: la mancata retribuzione del suo lavoro. Finora, ha ricevuto il pagamento per una sola giornata di lavoro, ammontante a soli 70 euro. I restanti 2mila euro circa, corrispondenti a 40 giorni di lavoro, rimangono un mistero inspiegabile.

Le conseguenze di questa situazione hanno avuto un impatto devastante sulla vita quotidiana di Piera. Costretta a spostarsi con la propria auto, a volte per tragitti di 50 chilometri al giorno, ha raggiunto un punto di non ritorno: l’impossibilità di sostenere le spese per la benzina e il parcheggio. Tale condizione l’ha portata a una decisione dolorosa: l’abbandono dell’insegnamento, un’attività a cui teneva profondamente.

Il ritorno in Italia, che avrebbe dovuto essere un capitolo felice nella vita di Piera, si è rivelato un percorso pieno di ostacoli. Confrontata con spese continue per la casa affittata, le utenze e le necessità quotidiane, si è ritrovata in una situazione di grave difficoltà finanziaria: “Non ho passato un Natale sereno, forse il più brutto mai passato”.

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