Maestra scuola paritaria a Conte: trovi soluzione dopo esclusione GaE e concorso straordinario

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Inviato da Viviana Bartiromo – Gentilissimo Presidente  Del Consiglio dei Ministri, Perdoni se mi permetto di disturbarLa, se potesse dedicare qualche minuto del Suo preziosissimo tempo per leggere questa email, Le sarei infinitamente grata anche se la condividesse con il Ministro Bussetti.

Mi presento: sono una docente di scuola primaria, diplomata magistrale 2001/2002, inserita in ruolo quest’anno in una scuola Statale di Milano, e apprendo oggi dell’esito dell’Adunanza Plenaria discussa il 20 febbraio 2019.

Con molto rammarico, dopo ben 13 anni di scuola Paritaria (riconosciuta dallo Stato, tanto da maturare punteggio nelle graduatorie statali) e varie supplenze nelle scuole Statali, sono stata esclusa dalla possibilità di partecipare al concorso straordinario indetto.

Non nascondo la delusione per me e tutte le persone che, come me, stanno intentando ricorsi per accedere al concorso straordinario e vedono negata la loro possibilità ad accedervi che ci permetterebbe di “cadere sul morbido”, semplicemente perché abbiamo maturato la nostra esperienza didattica presso scuole Paritarie, regolarmente riconosciute dallo Stato Italiano tanto da assegnarci punteggi nelle graduatorie statali.

Se ho deciso di perseguire la strada del mondo paritario è semplicemente per potermi permettere un contratto a tempo indeterminato ed un mutuo per poter acquistare la mia odierna abitazione, una scelta “quasi obbligata”.

Dopo ben 13 anni di lavoro, credo di aver sufficienti anni di esperienza per poter insegnare in una scuola statale e, ora più che mai vedo questo come un miraggio. Sono in una scuola statale che mi piace moltissimo, stimata da Dirigente Scolastico e colleghe e ora sento fortemente minacciata la possibilità di mantenere il ruolo preso questo anno, anche se con riserva.

Personalmente trovo questa situazione mia e delle colleghe, come me coinvolte, scandalosa. Costrette ad accettare il ruolo perché altrimenti depennate da GaE, ci siamo affidate al buonsenso del Governo. Abbiamo tutte lasciato un contratto a tempo indeterminato nella paritaria nella speranza di trovare un posto nella scuola Statale, meritato e sudato (mi condeda di scriverlo). Non credo che la soluzione ottimale sia lasciarci a casa o, peggio ancora, all’estenuante giro di supplenze annuali, con enormi dispendi personali legata alle incertezze dei contratti (fino ad avente diritto, un macete sulla testa di noi insegnanti che ne mina la nostra serenità), con cambi continui di scuole e colleghi, senza perciò permettere la tanto cara continuità didattica e con continui contratti a tempo determinato che non garantiscono sicurezze con le banche e non garantiscono neanche uno stipendio nei mesi estivi, costretti pertanto a ricorrere alla disoccupazione. Anche questa situazione non mi e’ chiara e la trovo da anni incongruente, sono dichiarata abilitata all’insegnamento per il mio diploma e sono, per lo Stato, abile a coprire supplenze annuli, ma non altrettanto meritevole d’ottenere un ruolo e una stabilità a tempo indeterminato?

Credo che lo Stato italiano debba avere a cuore la cultura, la dignità delle persone, la salvaguardia del lavoro e la volontà di assicurare continuità didattica alle scuole, oltre a garantirne professionalità. Testateci pure, giudicate se non sia brave docenti, chiedete in nostri CV, relazioni alle altre docenti, o ai Dirigenti Scolastici, ma non mandateci a casa! Abbiamo tutte famiglie da mantenere e mutui da pagare e stiamo solo chiedendo di poter lavorare con dignità!

Sono stati adottati pesi e misure diverse, colleghe come noi sono entrate in ruolo senza riserva, noi invece con riserva. Alcuni hanno avuto la possibilità di un concorso straordinario, noi del mondo paritario no.

Non siamo forse insegnanti anche noi con le stesse capacità, professionalità, anni di esperienza?

Sapete cosa mi fa star male? Venire a conoscenza che persone che svolgevano altri lavori e, semplicemente perché hanno maturato due anni di esperienza (supplenza) nella scuola Statale, potranno accedere a questo concorso straordinario NON SELETTIVO, io dopo 13 anni di duro lavoro nelle scuole paritarie non posso accedervi. Credo nella mia professionalità e ci crede anche la mia scuola!

Forse la mia email farà un buco nell’acqua, ma mi auguro faccia riflettere su questa situazione.

Vi chiedo di trovare una soluzione che non potrà essere precariato, reddito di cittadinanza e disoccupazione.

Non ci fermeremo e lotteremo con tutte le nostre forze per i nostri DIRITTI.

Cordiali saluti.

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