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“Maestra non è giusto!”: alcuni motivi per cui la libertà è importante e parlarne, oggi, è indispensabile. Scarica UdA

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Per la libertà si sono combattute, e attualmente si combattono, guerre e hanno perso la vita molti italiani, molti europei e, nel mondo, centinaia di migliaia di donne e di uomini. Donne e uomini, in nome della libertà, sono morte con la serenità di chi è convinto che quella era l’unica strada da percorrere.

La libertà è il potere di vivere, è la forza di parlare e la determinazione e la convinzione di pensare come si preferisce e come è meglio e più giusto. Anche la libertà di denuncia di un sistema corrotto, è libertà. La libertà si manifesta, naturalmente, in numerosi modi – attraverso la parola, ad esempio, o la religione, o, con più forza e più importanza, con il voto – e definisce il modo in cui viviamo le nostre vite nel territorio e nelle comunità dove abbiamo deciso liberamente di vivere. Il modo di vivere in un sistema spesso fatto da personalismi, da pressappochismo, da arrivismi. È una definizione in continuo progresso. Ciò rende la libertà un aspetto discusso e, però, essenziale dell’esistenza umana. Ecco alcuni motivi per cui la libertà è così importante.

Libertà esprime, prioritariamente, la libertà di parola e la libertà di espressione

La libertà di parola è come definisce Soken-Huberty una delle libertà più apprezzate e anche quella tra le più calpestate nel mondo, anche nella nostra Europa come gli eventi di questi ultimi mesi dimostrano. È talvolta associato alla libertà di espressione, che è quella particolare e importante libertà di cercare, ricevere e trasmettere informazioni o idee in modi che vanno oltre la parola. Vari strumenti sui diritti umani difendono la capacità di parlare, nel contesto territoriale nel quale si vive, con grand libertà ed esprimere idee, anche se tali idee sono discusse o offensive per gli altri. L'”incitamento all’odio”, cosa molto discusa in questo momento storico, per via anche di un uso incontrollato dei social, che manca di una definizione definita e netta, non è abitualmente considerato discorso protetto.

Libertà indica la libertà di amare

Sappiamo, per l’esperienza di numerosi di noi, di donne e di uomini, anche qui in Italia, la libertà di amare è limitata. Negli Stati Uniti, il matrimonio interrazziale non è stato reso legale fino al 1967, quando la Corte Suprema si è pronunciata a favore di Mildred e Richard Loving, una donna nera e un uomo bianco. Il matrimonio gay è stato legalizzato per la prima volta nel 2001 nei Paesi Bassi. In India, le leggi note come leggi “Love Jihad” vietano a una sposa o uno sposo di convertirsi alla religione del proprio fidanzato. Il suo scopo? Scoraggiare, possiamo anche compiutamente dire, impedire (rendendoli davvero pochissimi, quasi prossimi allo zero) i matrimoni interreligiosi, in particolare tra uomini musulmani e le donne indù. Senza la libertà di scegliere chi sposare si innescano processi discriminatori e persino la reclusione o la morte. Per non parlare del definitivo tramonto di un sogno di vita.

Libertà indica la libertà di religione

La libertà di praticare (o non praticare) una religione ha una lunga storia . Fu pensato, per la prima volta, da Ciro il Grande intorno al 500 aC, venne ribadito dall’editto di Costantino e poi da quello di Teodosio, ed è previsto, all’articolo 18, nella “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. Anche nei Paesi in cui esiste una religione di stato, la libertà di religione consente alle persone di praticare la propria fede – o di non praticarla affatto – senza persecuzioni. Ma ciò, purtroppo, non avviene in tutti gli Stati del mondo e non in tutti gli Stati in cui è garantita la libertà ha le stesse caratteristiche.

Libertà indica la libertà di voto

Avere il diritto di voto non è qualcosa di scontato nel mondo; qualcosa di automatico e qualcosa davvero di tutti. Il voto protegge e garantisce compiutamente la democrazia, rende responsabili i potenti e caratterizza il tipo di società nella quale viviamo, nella quale abbiamo deciso di lavorare e, principalmente, nella quale abbiamo deciso di fare crescere i nostri figli. Senza la libertà di voto, quella che con tanta difficoltà, anche noi in Italia, abbiamo conquistata e rese davvero per tutti (uomini e, principalmente, donno) oggi, come cittadino nessuno di noi avrebbe voce in capitolo su chi fa le leggi e sulla tipologia di interventi normativi che riguardano ogni area della tua vita.

Libertà indica la libertà di stampa

È difficile che non ci accordi sull’importanza di una stampa libera a garanzia di uno Stato libero, con cittadini liberi e con libertà di parola concreta e garantita effettivamente. Una stampa libera – che include giornali, programmi radiofonici, programmi di notizie TV, ecc. – informa il pubblico – come scrive Soken-Huberty – sulle questioni che contano. I giornalisti scoprono e denunciano la corruzione, un atto essenziale per proteggere i diritti umani. Una stampa libera facilita anche un libero scambio di idee, che protegge la libertà di parola e di espressione. Senza una stampa libera, è facile per politici e amministratori corrotti (e non solo loro, naturalmente) e governi autoritari e, talvolta, totalitari, farla franca e non sottostare più alle prescrizioni contenute, ad esempio, nella “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.

La libertà è legata alla felicità

Non sorprende che essere liberi renda felici le persone. In uno studio recente sono stati esaminati come diversi gradi di libertà influissero sulla felicità delle persone. Hanno appurato, scientificamente, che la libertà economica e politica aveva i legami più coerenti con la felicità. Sembrava anche che nessun paese fosse attualmente “troppo libero”. La felicità ha superato qualunque conseguenza negativa.

La libertà non riguarda solo ciò che puoi fare; si tratta di ciò da cui sei protetto

Il concetto di “libertà” è davvero compiutamente così importante perché è molteplice, variegato, multidimensionale e multiculturale. Le persone – come scrive Soken-Huberty – non hanno il diritto di fare quello che vogliono perché tutti hanno anche diritto alla libertà da certe cose. Ciò include cose come la schiavitù (articolo 4 della DUDU), la discriminazione e le molestie. “Libertà da” pone alcune restrizioni alla “libertà di”. Ecco perché cose come l’incitamento all’odio non sono diritti protetti.

Le libertà sono tutte uguali?

Alcune libertà sono più importanti di altre? Alcune persone, tra di esse studiosi e politici, amministratori e anche docenti, sembrano pensarlo. Attraverso un sondaggio si è scoperto che alcuni europei, ad esempio, apprezzavano maggiormente la libertà di parola, la libertà di stampa e il diritto di utilizzare Internet. Gli europei intervistati hanno anche affermato di essere più tolleranti nei confronti dei discorsi offensivi, compresi i discorsi offensivi che prendono di mira i gruppi minoritari del territorio nel quale vivono o del Paese del quale hanno la nazionalità. Questo mostra la tensione tra “libertà di” e “libertà da”. Da questo sondaggio sembrerebbe che gli europei siano più inclini alla “libertà di”. Ma non è proprio e non è davvero così.

Proteggere il domani che intendiamo vivere

Per tutte queste ragioni la nostra festa della “Liberazione”, il nostro 25 aprile, da poco ricordato,non può e non deve essere un giorno come tutti gli altri. Da quel momento la nostra nazione libera ha deciso, compiutamente, di parlare di libertà ed è nata la nostra Carta costituzionale, il nostro Staro Democratico, la nostra Repubblica, l’oggi che siamo e il domani che intendiamo progettare e vivere, liberamente. Ecco perché è riduttivo parlarne solo per l’occasione. Il processo e il percorso di formazione deve essere continuo e trasversale. Non è possibile che sia d’un unico giorno. Ecco perché, anche oggi, ne parliamo.

“Maestra non è giusto!”

“Maestra non è giusto!” è un’Unità di Apprendimento destinata agli alunni della Scuola Primaria, di una classe V, e realizzata dall’insegnante Lucia Sarti dell’Istituto Comprensivo “Giacomo Rossini” di Belvedere Ostrense – Monsano – Morro D’Alba – San Marcello diretto, con grande competenza, dal Dirigente scolastico professoressa Paola Gobbi. Come ricorda la dottoressa Sarti “La libertà è condizione ineliminabile della legalità; dove non vi è libertà non può esservi legalità” (Piero Calamandrei, La costituzione e la gioventù, discorso, Milano, 1955). L’UdA persegue l’obiettivo formativo di “favorire la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità, che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l’impegno a elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio Contesto di vita, a partire dalla vita quotidiana a scuola e dal personale coinvolgimento in ambienti extrascolastici (famiglia, Parrocchia, territorio locale e regionale…)” come si legge nell’eccellente documento predisposto.

Libertà Concordia-compassione-e-legalità

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