Maestra licenziata per aver augurato la morte a poliziotti dice: “provvedimento illegittimo”

di redazione
ipsef

item-thumbnail

La parola passerà agli avvocati. Sarà questa la reazione della maestra di Torino licenziata dalla scuola per aver augurato la morte ad alcuni agenti di polizia durante un corteo antifascista a cui aveva partecipato a titolo personale. 

Lo riporta il Corriere della Sera che l’ha intervistata. La maestra, al suo primo anno di ruolo, ha saputo del licenziamento per email. Si aspettava la più drastica delle misure disciplinari, ma vederla scritta nero su bianco ha un effetto particolare.

A chiedere la rimozione della docente dal suo posto di lavoro era già stata la ministra Fedeli; i fatti si riferiscono al mese di febbraio e già da marzo era stata sospesa dal servizio. La maestra riconosce di aver usato parole forti contro le forze dell’ordine, ma ritiene che le accuse siano state inconsistenti e non si aspettava che si ripercuotessero sulla sua professione.

Si dice rincuorata del fatto che qualcuno sia dalla sua parte e ritiene che se il provvedimentoa suo avviso illegittimo – dovesse essere confermato potrebbe rappresentare un precedente pericoloso.

So come funziona il sistema scolastico – ha dichiarato la maestra alla giornalista Chiara Sandrucci – lo stesso organo che ti accusa, ti giudica. Sostanzialmente non esiste una terza parte. Non voglio dire di non aver commesso degli errori o di non dover pagare per una leggerezza. Ma la sanzione mi sembra sproporzionata. Mi vogliono far passare come se fossi quasi una criminale“.

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione