Maestra è donna: ecco come si alimenta il luogo comune

di Elisabetta Tonni
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La maestra è un mestiere da donna. Il luogo comune è alimentato dal fatto che le docenti donne sono percentualmente più numerose dei colleghi uomini nelle scuole elementari e soprattutto nelle scuole dell’infanzia.

Nelle secondarie, lo scarto fra donne e uomini è molto ridotto, ma la situazione si ribalta, invece, a favore dei professori quando la cattedra dietro la quale sedersi è quella universitaria.

Dati Ocse ed Eurostat

E’ quanto rilevato dai dati statistici Eurostat e Ocse rilanciati dal quotidiano Repubblica.it. Non si tratta di una semplice fotografia sul corpo docente, ma di capire quali sono gli effetti prodotti a livello educativo sugli studenti.

A porsi questa riflessione sono stati Peter Birch e David Crosier, con un articolo pubblicato su Eurydice, il sito specializzato sulle tematiche educative della Commissione europea.

Le percentuali nel dettaglio

Secondo gli autori, la presenza dominante delle docenti donne, che nella scuola dell’infanzia è pari al 99% (il 97% a livello europeo) ed è massiccia nella scuola elementare è dell’85% (livello europeo) fa passare il messaggio che l’insegnamento infantile e primario sia mestiere femminile, con il rischio di creare uno squilibrio educativo.

Tale messaggio sarebbe rafforzato dal fatto che la differenza fra insegnanti donne e uomini si assottiglia leggermente nella scuola superiore di secondo grado, dove le professoresse sono il 69% (67% in Europa) e addirittura si ribalta all’Università, dove le donne sono il 40% del totale, che scende al 25% ai livelli più alti di insegnamento.

Questione di stipendio di luoghi comuni

Secondo gli autori dell’articolo, “L’assenza di insegnanti di sesso maschile nelle nostre scuole non è un nuovo problema, ma secondo gli ultimi dati Eurostat, solo il 15% degli insegnanti di scuola elementare in Europa sono uomini. E in futuro questo squilibrio di genere si intensificherà con un numero inferiore di uomini che entrano nella professione“.

Fra le cause individuate da Peter Birch e David Crosier, gli uomini preferiscono insegnare a livelli accademici per questioni di entità di stipendio, ma anche per il luogo comune che “l’insegnamento offra scarse opportunità di sviluppo professionale“. Ad influire sulla scelta ci sarebbe un altro luogo comune: “Lo stereotipo secondo cui le professioni di “cura” sono più adatte alle donne – scrivono i due autori – è problematico per molte ragioni, ma soprattutto perché vige la presunzione che la cura sia basata sul genere“.

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