Ma che presidi –sceriffi, non abbiamo nessun potere! Lettera

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Inviato da Eugenio Tipaldi – Siccome il Governo ha toppato con gli insegnanti sulla riforma della scuola e deve recuperare il loro consenso elettorale, i dirigenti scolastici sono diventati il capro espiatorio.

Dipinti come presidi-sceriffi dai sindacati degli insegnanti, si sta provvedendo a togliere loro ogni potere, semmai conferito, dalla legge 107: si vuole contrattualizzare il merito, lo stesso per la chiamata diretta o comunque limitare la decisione in base alla scelta del Collegio dei docenti dei criteri (ma non sono già esplicitati nel Ptof?).
Nei fatti il dirigente scolastico non ha nessun potere. Non può, in base alle ultime sentenze, sospendere i docenti, ma solo fare un avvertimento scritto o censurare un comportamento.
Non ha fondi per la manutenzione delle scuole, perché essa spetta ai Comuni per le scuole di base e alle Città Metropolitane (ex province)per le scuole superiori, ma la responsabilità della sicurezza ricade su di lui.
Non può decidere della destinazione dei soldi ricevuti, perché il Ministero ti dà un’assegnazione di risorse già vincolate.
Quest’estate molti di noi, coloro che sciaguratamente, hanno voluto rispondere alle direttive del Miur, hanno dovuto rinunciare alle vacanze per decidere quali insegnanti chiamare.
E lo stesso scenario rischia di ripetersi quest’anno, stavolta per la valutazione dei dirigenti: altre incombenze, per una ridicola premialità in caso positivo, 200 € lordi mensili, nemmeno lontanamente paragonabile alla retribuzione degli altri dirigenti pubblici. Si paventa di visite ispettive d’agosto!
Se lo si volesse fare apposta ad umiliare la nostra categoria, non si potrebbe far di meglio. Capisco che siamo pochi- meno di 10.000- rispetto al milione circa di insegnanti che gongolano sulle nostre disgrazie.
Ma secondo me questa frattura che si è creata tra noi e gli insegnanti è perdente per entrambi, perché alla fine la scuola è sempre trattata da cenerentola; gli insegnanti, al pari di noi, come anche il personale ATA, è pagato poco. Credo, invece, che ci sia bisogno di un’alleanza di tutti i lavoratori della scuola per chiedere delle riforme veramente efficaci e una retribuzione migliore di tutti noi, per ridare dignità al nostro ruolo di educatori.

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