M5S, su dati OCSE Renzi e PD non hanno diritto di parola

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“Se c’è qualcuno che di scuola non può parlare, quello è Renzi e anche il resto del suo partito, ministro dell’Istruzione in testa, che lo ha assecondato in tutto sulle politiche scolastiche, ha poco da esultare. Siamo felici per i dati positivi diffusi dall’Ocse ma, al contempo, resta fermo che, purtroppo, il comparto scolastico soffre di gravi problemi. Problemi acuiti dalla Buona Scuola: un provvedimento talmente disastroso che perfino il suo “padrino”, Renzi, è stato costretto ad ammetterlo. La ricerca dell’Ocse semmai conferma una cosa: ci sono aspetti del nostro sistema di istruzione che continuano a funzionare, nonostante Renzi, il Pd e gli orrori prodotti anche dai precedenti governi”.

Così i parlamentari M5s in commissione Cultura di Camera e Senato

“Il suo governo è stato anche costretto a rimettere abbondantemente mano alla Legge 107 attraverso le deleghe ma, in alcuni casi, invece di apportare correttivi le misure sono state peggiorate. Mentre quella Legge sembra garantire nuove risorse per la stabilizzazione del precariato, con altri provvedimenti vengono compiuti tagli trasversali sui fondi del Miur. Renzi parlava di tre miliardi per la scuola, ma il rapporto di gennaio 2017 del Ministero dell’Economia e delle Finanze certifica che la spesa totale dello Stato per l’istruzione passa dai 65,193 miliardi del 2015 a 65,253 nel 2016, a 65,238 nel 2017, 65,946 nel 2018 e 66,358 nel 2019. Dove sono, dunque, queste risorse aggiuntive? Parliamo anche di edilizia scolastica: per il 2017 non solo il governo ha stanziato una miseria, 20 milioni, ma questa cifra è stata ulteriormente tagliata e ridotta a 6 milioni. Passiamo al capitolo assunzione docenti: 400 milioni stanziati in Legge di Bilancio rischiano di sfumare. Il Mef infatti parla di poche migliaia di chiamate, circa 8 mila, mentre quelle risorse potrebbero consentire di assumere 90 mila insegnanti.

I nostri istituti troppo spesso versano in condizioni fatiscenti, solo una minoranza è a norma e garantisce la sicurezza di studenti e personale, la fine della “supplentite” sbandierata da Renzi si è rivelata una bugia, il sostegno scolastico in moltissimi casi non garantisce i diritti degli insegnanti e la continuità didattica degli studenti, sul tempo pieno esiste una voragine tra istituti del Nord e del Sud. Potremmo continuare a lungo nell’elenco delle criticità che molto spesso segnaliamo e cerchiamo di contrastare nonostante i bastoni tra le ruote che mettono il Pd e il governo”.

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