M5S: soldi per sicurezza o referendum? No a scuole belle

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“Il mercato delle vacche in vista del referendum ovviamente non poteva risparmiare la scuola.

Oggi il ministro Giannini annuncia lo stanziamento di 530 milioni  per l’edilizia scolastica e subito piazza una frase sospetta. A suo dire, quei fondi dovrebbero servire anche la “bellezza” delle scuole. Sì tratta di un nuovo capitolo di Scuole Belle? Stiamo parlando del progetto-marchetta del governo e del ministro Poletti studiato appositamente per tamponare il problema della esternalizzazione delle pulizie e foraggiare le imprese-coop che gestiscono questo corposo mercato, in crisi da anni, e per il quale il governo non mette in campo soluzioni strutturali al fine di tutelare i lavoratori”.

Lo affermano i parlamentari M5S in commissione Cultura di Camera e Senato.

“Giannini “spara” le sue cifre, affermando che per il comparto istruzione questo governo avrebbe investito 7,2 miliardi. Noi, nella prima Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole gli rispondiamo con i numeri reali relativi a un tema, la sicurezza appunto, così importante:  672 milioni di investimenti nel 2014, 412 nel 2015 e 50 nel 2016 per un totale di un miliardo e 1134 milioni – a fronte degli oltre 3 miliardi inizialmente millantati due anni fa da Renzi -. Di questi, 505 milioni sono stati spesi per l’operazione Scuole Belle. Per la messa a norma antisismica delle scuole invece sono stati investiti circa 200 milioni di euro.

Ultimo capitolo, quello relativo alla sigla del protocollo d’intesa con la Bei e la Cassa Depositi e Prestiti per l’incremento delle risorse per il Piano dell’edilizia scolastica. I mutui Bei sono già stati messi in campo dall’esecutivo e sono stati caratterizzati da forti ritardi nell’erogazione degli stanziamenti. I  905 milioni del  Piano Mutui Bei necessitavano dei decreti di attuazione, alcuni dei quali hanno visto la luce solo dopo il via libera della Corte dei Conti. Una procedura che ha pesato sulle già fragili casse comunali dal momento che gli enti locali avevano già predisposto la documentazione necessaria ma hanno dovuto attendere i decreti attuativi per far partire le gare. Per il bene dei nostri studenti e dei lavoratori del comparto, auspichiamo che nel frattempo siano state trovate contromisure e che la procedura sia oleata e più snella”.

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