M5S. La proposta del reddito di cittadinanza: polemiche sulla spesa con il viceministro all’economia Fassina

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GB – Prima proposta di legge del M5S che viene sottoposta al giudizio della rete: il reddito di cittadinanza a 600 euro per tutti.

La firma è di Daniele Pesco, verrebbero garantiti 600 euro netti al mese per consentire a chi ne ha diritto un reddito annuo netto pari a 7.200 euro: gli aventi diritto sarebbero disoccupati, studenti,  casalinghe: seicento euro a tutti i cittadini italiani, che porterebbe a circa 20 milioni di euro.

GB – Prima proposta di legge del M5S che viene sottoposta al giudizio della rete: il reddito di cittadinanza a 600 euro per tutti.

La firma è di Daniele Pesco, verrebbero garantiti 600 euro netti al mese per consentire a chi ne ha diritto un reddito annuo netto pari a 7.200 euro: gli aventi diritto sarebbero disoccupati, studenti,  casalinghe: seicento euro a tutti i cittadini italiani, che porterebbe a circa 20 milioni di euro.

Secondo il Movimento basterebbe tagliare le pensioni d’oro, le spese per la Difesa (F-35), colpendo le pensioni alte, tassando ancora di più il gioco d’azzardo e facendo pagare l’Imu alla Chiesa.

Ma il viceministro all’Economia Stefano Fassina interviene e fa sapere che non ci sono coperture.

"Il livello di demagogia nella discussione pubblica di proposte economiche e’ sempre più alto. Grillo – afferma Fassina – supera tutti, impresa non facile dati i competitor in campo. Le balle di Grillo sono sempre più grosse. Il nuovo che avanza".

Grillo "propone un reddito di cittadinanza di 600 euro al mese per tutti coloro che siano disponibili a lavorare e un’integrazione al reddito fino a 600 euro per le pensioni e le indennità di importo inferiore."
"Il costo complessivo supera, secondo le valutazioni più prudenti, i 30 miliardi di euro all’anno", prosegue Fassina. Il viceministro spiega che ”la cosiddetta "copertura" arriverebbe dal taglio delle pensioni d’oro, dall’Imu sui beni della Chiesa e dal taglio delle spese militari. La prima voce, anche nell’ipotesi di considerare d’oro le pensioni superiori a 3500 euro netti mensili, implica risparmi di alcune centinaia di milioni di euro all’anno.

 L’eventuale Imu sui beni della Chiesa utilizzati per attivita’ miste porterebbe un gettito aggiuntivo di alcune decine di milioni di euro all’anno. Infine, l’azzeramento delle spese militari (non soltanto gli F-35, ma tutto proprio tutto), a parte il "dettaglio" dell’impossibilita’ di utilizzare risorse in conto capitale per finanziare spesa corrente, libererebbe circa 3,5 miliardi all’anno."

"In tutto, intorno a 4 miliardi disponibili soltanto per alcuni anni. Un decimo di una prudente previsione di spesa" spiega Fassina.
 

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