M5S: Su inclusione Faraone è fuori strada

di redazione
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“La ricetta su sostegno e inclusione scolastica che il sottosegretario all'Istruzione Faraone propone, in una lettera al Direttore de La Stampa, non fa altro che accentuare le attuali anomalie di interpretazione della legge sull'integrazione, che determina nella pratica l'adozione di varie forme di segregazione in classe o nell'aula di sostegno. Faraone è fuori strada”.

“La ricetta su sostegno e inclusione scolastica che il sottosegretario all'Istruzione Faraone propone, in una lettera al Direttore de La Stampa, non fa altro che accentuare le attuali anomalie di interpretazione della legge sull'integrazione, che determina nella pratica l'adozione di varie forme di segregazione in classe o nell'aula di sostegno. Faraone è fuori strada”.

Lo affermano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura.

“Intervenire in modo mirato sull'alunno con disabilità non è il modello dal quale partire: occorre, prima, intervenire sulla classe, sull'organizzazione, sui materiali, sullo sviluppo di abilità sociali e l'adozione di metodologie didattiche, come l'apprendimento cooperativo e laboratoriale, che facilitino la partecipazione alle diverse attività scolastiche.

Non occorre un'insegnante di sostegno specializzato sulle singole disabilità per migliorare la qualità dell'integrazione ma, piuttosto, sarebbe necessaria una formazione di tutti i docenti, che consenta forme di insegnamento inclusive rispetto a strategie educative in grado di coinvolgere l'insieme degli alunni nelle diverse attività.

Viste le premesse, al sottosegretario suggeriamo vivamente di stralciare al Senato la delega al Governo per la riforma del sostegno e di consentire al Parlamento di occuparsene. Tra l'altro, il Dll Istruzione è appena approdato al Senato, dove è stata approvata una nostra mozione sulla continuità didattica che, fino ad ora, l'Esecutivo non ha tenuto in alcun conto. Piuttosto, il Governo si preoccupi di assicurare la copertura del fabbisogno di insegnanti di sostegno nelle scuole: ad oggi mancano 28.000 cattedre necessarie per assicurare la continuità didattico-educativa agli alunni. La tematica dell'integrazione è una questione cruciale per tutta la società e richiede ampio confronto e condivisione”.

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