L’UNICOBAS attacca la CGIL sullo sciopero delle attività aggiuntive:” Non è necessario scioperare per attività facoltative”.

di Giulia Boffa
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L’UNICOBAS risponde alla CGIL sullo sciopero delle attività aggiuntive proclamato dal sindacato per il periodo che va dal 21 febbraio al 22 marzo.

L’UNICOBAS risponde alla CGIL sullo sciopero delle attività aggiuntive proclamato dal sindacato per il periodo che va dal 21 febbraio al 22 marzo.

Ecco il testo del comunicato a firma  del segretario nazionale Stefano D’Errico

La CGIL ha proclamato lo sciopero delle attività aggiuntive, docenti e ATA, dal 21 febbraio al 22 marzo. In realtà non ci sarebbe stato bisogno di proclamare lo sciopero visto che sono attività aggiuntive e quindi facoltative e non obbligatorie. Noi sono anni che diciamo ai colleghi di percorrere questa strada ma siamo sempre stati boicottati dalla CGIL, che per fare piacere ai propri presidi, ha sempre trovato scusanti per mettere questo tipo di “sciopero” in cattiva luce lavorandoci ai fianchi e sollecitando il ‘complesso di colpa’ di una parte dei lavoratori della scuola chiusi in una logica ‘missionaristica’.
A parte la mancanza di una qualsivoglia coerenza, quello che lascia pensare è la scelta della procedura adottata, come se fosse uno sciopero vero e proprio: tentativo di conciliazione, 15 giorni di preavviso, etc., quando non era necessario.

Infatti scioperi che durano un mese di fila non sono ammessi dalla attuale legislazione (legge antisciopero 146/90, etc.) e la Commissione di garanzia, sempre sollecitata dalle OOSS tradizionali, ha più volte redarguito chi si azzardava a fare operazioni del genere. Col loro plauso, la Commissione arrivò persino a dichiarare ‘illegittimo’ il blocco degli straordinari indetto dall’Unicobas per il personale ATA ed impose la revoca di nostri scioperi sulle ore di programmazione settimanale della scuola primaria o delle attività collegiali di tutto il corpo docente minacciando sanzioni pecuniarie e disciplinari verso il sindacato e (soprattutto) gli scioperanti.

Quindi le cose sono due: o si tratta di un bluff, di una ‘provocazione’ che poi verrà ritirata appena interverrà la Commissione di garanzia (in applicazione degli accordi sulle modalità di effettuazione del ‘diritto di sciopero’ nel comparto scuola, da noi denunciati ma invece sottoscritti anche dalla CGIL), oppure la CGIL ha avuto assicurazione dai propri “amici” vicini alla Commissione di garanzia che questa non interverrà (come già avvenuto in altre occasioni con trattamenti ‘ad personam’ per CGIL, CISL, UIL & C.).

Va da sé che, se non ci saranno reazioni restrittive da parte della Commissione, proclameremo direttamente anche noi l’astensione totale da ogni attività aggiuntiva, dagli incarichi, dalle funzioni strumentali e quant’altro: MOTIVAZIONI CE NE SONO IN ABBONDANZA, dal blocco del contratto e dalla sua triennalizzazione (concordato dalla controparte anche dalla CGIL), al ‘congelamento’ degli scatti e dalla parziale restituzione degli stessi a danno del Fondo di Istituto (concordato dalla controparte solo con CILS, UIL et similia); dalla mancata corresponsione del dovuto per le ‘posizioni economiche’ del personale non docente alla tragedia degli ATA ex Enti Locali; dai ritardi annosi nell’assunzione dei precari alla riduzione dei benefici stipendiali e normativi per i neo assunti; sino al tentativo pendente da parte della Carrozza (tramite una delega ottenuta dal Governo) di ridurre al silenzio gli organi collegiali, imporre l’assunzione diretta del personale da parte dei dirigenti scolastici e la valutazione discrezionale di docenti ed ATA, collegando quella dei primi ai vergognosi test Invalsi (in primo luogo dannosi per gli studenti); dalla volontà di ridurre i Licei a 4 anni al blocco dei pensionamenti per i nati nei primi anni ’50, alle restrizioni generali in materia di diritto del lavoro ed alla mancata abrigazione della controriforma Gelmini e della revisione delle classi di concorso (questioni aperte ma per la maggior parte non menzionate dalla CGIL).

Comunque sia noi ribadiamo che questo tipo di “sciopero” ci appartiene, che lo abbiamo sempre praticato e continueremo a praticarlo. A breve la posizione ufficiale dell’Unicobas, con ulteriori chiarimenti.

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