Lungaggini amministrative per scarsità di personale e un bimbo in difficoltà deve ripetere la prima elementare

di Giulia Boffa
ipsef

Red – Un bambino di 6 anni è stato bocciato in prima elementare perché in definitiva mancano i  soldi per assegnargli un docente di sostegno.

E’ accaduto in una scuola del comprensorio veneziano ad un bambino, che , causa il divorzio dei genitori, ha subito un trauma che si è tradotto in un lieve ritardo dell’apprendimento, che la scuola non ha potuto contrastare con l’aiuto di un docente di sostegno.

Red – Un bambino di 6 anni è stato bocciato in prima elementare perché in definitiva mancano i  soldi per assegnargli un docente di sostegno.

E’ accaduto in una scuola del comprensorio veneziano ad un bambino, che , causa il divorzio dei genitori, ha subito un trauma che si è tradotto in un lieve ritardo dell’apprendimento, che la scuola non ha potuto contrastare con l’aiuto di un docente di sostegno.

La maestra del piccolo ha avviato comunque le pratiche per la richiesta di un consulto alla neuropsichiatra dell’ASL di riferimento, ma la risposta è arrivata solo alla fine della scuola.

Causa i tagli della spending review, i casi sono diventati troppi per poco personale e questo per il bambino  ha significato la bocciatura in prima elementare.

A fine anno lo psicologo ha dato il suo assenso, ma era già troppo tardi: "Andrea ha effettivamente bisogno di un sostegno, di un percorso personalizzato di apprendimento, ma ormai non ci siamo più con i tempi" è stato il giudizio.

"Prima della riforma scolastica le maestre agivano in compresenza e casi come questo potevano essere gestiti con maggiore facilità – ha commentato il dirigente – Non c’era bisogno di bocciare perché c’erano gli spazi per intervenire con percorsi alternativi di recupero. Adesso, di fronte alle sempre più frequenti situazioni di deprivazione socio-culturale non ci sono più sufficienti margini di manovra e il risultato è che a pagare purtroppo è un bambino di sei anni".

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