Lunedì sciopero di tutti i sindacati rappresentativi per cambiare il decreto su reclutamento e formazione con gli emendamenti presentati in Senato, poi rinnovo del contratto

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Sarà il quarto sciopero dell’anno scolastico quello che l’Anief ha proclamato per lunedì prossimo 30 maggio assieme agli altri sindacati rappresentativi.

Come quella nazionale di inizio mese, la protesta, anche di piazza, sarà concentrata sulla necessità di cambiare il nefasto Decreto Legge n. 36, sulla riforma del nuovo reclutamento, valutazione e formazione degli insegnanti, pubblicato il 30 aprile nella Gazzetta Ufficiale all’interno delle misure urgenti per l’attuazione del PNRR.

Un testo sul quale sono stati presentati tanti emendamenti, tra cui diversi suggeriti dall’Anief, annunciati in audizione, sui quali le commissioni incaricate del Senato, prima e settima, dovranno esprimersi nei prossimi giorni. Le precisazioni arrivano da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

Intervistato dall’agenzia Teleborsa, il sindacalista autonomo ha detto che il “Governo deve assolutamente cambiare questa riforma: servono soluzioni chiare e semplici, risposte anche ai problemi che ci ha sollevato l’Europa, in risposta a quello che Anief ha denunciato”: se si cambia il DL n. 36, allora “noi siamo pronti anche a sottoscrivere un nuovo contratto di categoria” per il 2019/2021, ma ribadiamo che “deve essere un accordo ponte per andare a discutere poi il nuovo Ccnl 2022-24, con all’interno stavolta tutto quello di cui hanno bisogno la Scuola, l’Università, la Ricerca ed i Conservatori e le Accademie. Noi siamo disponibili, dunque, ma a condizione appunto che ci sia un ascolto”

Il leader dell’Anief annuncia che “nel frattempo, partiranno nell’ultima settimana di maggio, in preparazione dello sciopero del 30, le assemblee a livello interregionale, interprovinciale e regionale in tutta Italia”: in quelle sedi avremo modo di “spiegare i tanti perché di questo sciopero, perché la riforma del reclutamento e della formazione dei docenti va cambiata, oltre che ricordare quali sono le ragioni che – conclude Pacifico – sono state poste dal sindacato al tavolo del rinnovo contrattuale”.

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