“L’ultimo spenga la luce”. A Bologna l’Università si prepara così alla bolletta da 30 milioni di euro

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A Bologna l’Università corre ai ripari estendendo a tutti i plessi progetti di efficientamento già avviati in alcuni dipartimenti e mettendo a punto il primo piano energetico dell’Ateneo, che sarà pronto tra novembre e dicembre.

In arrivo una bolletta energetica da oltre 30 milioni di euro.  “Siamo di fronte a una grave crisi che l’Università dovrà affrontare: le stime per il 2022 variabili e dipendono dall’andamento dei prezzi, ma sono vicine al raddoppio della spesa energetica, dai 15 milioni all’anno dei bilanci precedenti, con ricadute sulla capacità di programmare le risorse per il futuro”, avverte il rettore Giovanni Molari.

“L’Alma Mater ha il dovere di adottare comportamenti lungimiranti, che siano un esempio da imitare anche da fuori dal campus”, sottolinea Molari, annunciando il varo del primo piano energetico triennale dell’Università di Bologna. “La prima cosa che stiamo facendo è una dettagliata fotografia della situazione attuale dei consumi e delle dotazioni che si tradurrà in azioni concrete. La prima riguarderà l’illuminazione”, spiega il rettore.

A seguire, come segnala l’agenzia di stampa Dire, l’Ateneo studierà azioni di frazionamento e di riscaldamento puntuale: per esempio, saranno sostituite le centraline, con sistemi più intelligenti che consentiranno un controllo da remoto degli impianti in modo da accendere o spegnere i riscaldamenti in base all’utilizzo degli spazi (insomma, inutile, scaldare un’aula vuota).

 “Cerchiamo soluzioni inedite a problemi inediti”, prosegue, anticipando l’invio di una mail a tutto il personale dell’Ateneo, “un vademecum per richiamare tutti a un rinnovato impegno con l’indicazione di condotte semplici per ridurre i consumi”.

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