L’ultimo mese di scuola sarà vanificato dalla preparazione dell’elaborato per gli Esami di Stato. Lettera

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inviata da Prof.ssa Tiziana Anselmi – Sono un’insegnante di Matematica e Fisica in un Liceo Scientifico, ormai alla fine della carriera. Per 33 anni effettivi ho sempre insegnato nel triennio, con passione e soddisfazione, preparando centinaia di studenti all’Esame di Maturità e quasi sempre ne sono stata partecipe in qualità di commissario interno  esterno.

In vista del prossimo Esame di Stato, indipendentemente dalla preoccupantissima situazione pandemica e dal significato stesso di Esame di Stato, mi chiedo quale sia il senso di una prova di esame come quella che dovremo affrontare il prossimo giugno, basata soprattutto su un ELABORATO che noi docenti dovremo assegnare a ciascun candidato con largo anticipo (uno diverso per ogni candidato ?), un ELABORATO , non tesina…, che i candidati dovranno sviluppare sotto la guida dei docenti stessi (un tutor ogni 5 o 6 studenti ?) e che poi gli stessi docenti dovranno valutare in sede di colloquio!

La scuola valuta se stessa !

Forse non ho interpretato bene l’ultima Ordinanza sugli Esami, o forse sarò un po’ troppo anziana e fuori dai tempi, ma faccio fatica a non sentirmi inutilmente presa in giro.

Durante le prossime settimane, mentre cercherò di portare comunque avanti il programma curricolare , mi impegnerò ad inventare diversi argomenti per gli elaborati da assegnare il 30 aprile, ma poi ? avrà
ancora un senso continuare a spiegare e pretendere che tutti i miei alunni assimilino bene i contenuti e affinino le competenze che molti di loro dovranno spendere all’università, se nel contempo essi saranno
tutti concentrati sulla “tesina” ?

Si dice spesso che con la Dad si sono perse ore di scuola, perché dunque vanificare in questo modo l’ultimo periodo dell’anno scolastico ? L’anno prossimo sarò in pensione, purtroppo e per fortuna.

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