L’ora di religione spacca in due l’Italia: dall’ imposizione del Concordato ad una inutile querelle

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 Giulia Boffa – Don Gabriele Mangiarotti, direttore della testata on-line Cultura Cattolica, risponde in maniera decisa sul sito Tempi.it all’affermazione del ministro Profumo che l’ora di religione va trasformata in un insegnamento più laico, e parla di errore nell’interpretare il valore dell’insegnamento della religione cattolica. 

 Giulia Boffa – Don Gabriele Mangiarotti, direttore della testata on-line Cultura Cattolica, risponde in maniera decisa sul sito Tempi.it all’affermazione del ministro Profumo che l’ora di religione va trasformata in un insegnamento più laico, e parla di errore nell’interpretare il valore dell’insegnamento della religione cattolica. 

Don Mangiarotti afferma che la religione a scuola non è indottrinamento o catechesi, ma aiuto alla comprensione della religione cattolica come una componente della nostra storia e della nostra società, e lo si fa anche attraverso il confronto  con altre religioni.
 
Inoltre l’insegnamento della religione svolge un servizio alla scuola aiutandola a porre correttamente il problema del rapporto dei dati scientifici e storici con ciò che significano per la coscienza e la libertà,che chiamano in causa i valori fondamentali e universali dell’esistenza. 
 
Esprime anche una critica nei confronti della Francia, che ha sostituito l’ora di religione con quella di morale laica sbagliando, in quanto l’etica e la morale vivono in un contesto specifico, storico e culturale, mentre la scuola deve essere al servizio di un popolo e della sua identità anche religiosa.
 
Il Concordato, siglato nel 1929, è chiaro e vincolante poi nell’affermare che "«Lo Stato, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche».
 
Diciamo però che la questione spacca in due l’opinione pubblica: da una parte i cattolici, dall’altra le associazioni, i sindacati e i radicali. Il Presidente della Commissione CEI Gianni Ambrosio la vede esattamente come Don Gabriele Mangiarotti; i radicali parlano di abolizione dell’ora di religione; la CGIL parla di revisionare il ruolo della scuola pubblica all’interno di una società ormai multietnica e fa bene il Ministro a voler cambiare anche l’ora di geografia, che deve arricchirsi dell’esperienza diretta di tanti stranieri in Italia che hanno vissuto in prima persona guerre, carestie e persecuzioni; segue a ruota il Moige sulla stessa linea di una scuola al passo con i tempi. Non manca neanche il punto di vista di Franco Grillini, presidente di Gaynet, che critica aspramente l’ora di religione che si trasforma in molti casi, secondo il suo parere,  in ora di omofobia, di sessuofobia, di condanna per l’aborto, per l’eutanasia e per tutto ciò che non è condiviso dal Vaticano e dall’etica clericale, lezione impartita da insegnanti pagati dallo Stato 3 miliardi di euro l’anno ma scelti dalla Curia senza alcun concorso e al di fuori di ogni regola pubblica; pertanto, afferma, l’ora di religione va sostituita con un’ora di educazione civica esattamente come è avvenuto in altri paesi civili non soggetti al dominio Vaticano. 
 
La Lega Nord è contraria alla sua abolizione invece, appoggiando il punto di vista cattolico, perché gli stranieri che arrivano in Italia devono rispettare le nostre radici cristiane e la nostra cultura; l’UDC si appella al ritrovamento dei valori cattolici e il PDL teme una violazione dei diritti della maggioranza del popolo italiano se l’ora di religione verrà trasformata.  Il responsabile Nuovi italiani del Pd, Khalid Chaouki  e il segretario nazionale degli insegnanti di religione, Orazio Ruscica,si preoccupano invece dell’ora alternativa alla religione, giudicandola carente. La responsabile scuola del Pd, Francesca Puglisi,parla invece di tentativo di distrazione dell’opinione pubblica dai veri problemi della scuola .

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