L’ora di religione in Italia: cambierà come in Francia? Forse sì o forse no

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Giulia Boffa – Cambia l’ora di religione? Sembrerebbe di sì, o almeno potrebbe essere così.

Giulia Boffa – Cambia l’ora di religione? Sembrerebbe di sì, o almeno potrebbe essere così.

Il ministro Profumo ha affermato  durante la festa di SEL a Torino che sarebbe il caso di modificarla, considerato l’aumento sempre più consistente di alunni stranieri nelle classi: sarebbe quindi auspicabile trasformarla in  un corso di storia delle religioni o di etica, come già attivato in Francia dal nuovo ministro. e come prevede un disegno legge presentato al Parlamento.
 
Del resto i numeri delle classi parlano chiaro; l’ora di religione non è obbligatoria e non è seguita da tutti i 700.000 alunni figli di genitori stranieri, di almeno 180 nazionalità diverse, spesso non battezzati, anche se nati in Italia (nel 2000 erano 150.000); solo il 20% è di religione cattolica. Il 10% di tutti gli studenti esce dalla classe quando entra il prof. di religione, in particolare al nord, dov le defezioni arrivano al 27%, al centro il 20% e scendono nettamente al sud arrivando al 2% soltanto. Il fenomeno delle diserzioni è però meno evidente alle superiori, lo è molto di più negli altri gradi di scuola. 
 
La modifica dell’insegnamento della religione pone però il problema dei docenti: da poco si è firmato un accordo con il presidente della Conferenza episcopale Bagnasco che prevede dal 2017 l’obbligo della laurea per chi insegna la religione cattolica nelle scuole italiane, confermando così l’insegnamento della religione e dei docenti scelti dalla Curia; saranno loro a dover cambiare insegnamento o si dovrà affidare a nuovi insegnanti che insegnino una materia più laica? Di questo il Ministro non ha parlato, segnale che forse è troppo lontana una riforma in tal senso e forse non così scontata. 

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