Lopalco (Regione Puglia): “La scuola è sicura o no? Basta contrapposizioni ideologiche. Ecco come stanno le cose”

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Pierluigi Lopalco, assessore alla Sanità della Regione Puglia, torna a parlare di scuola e covid provando a fare chiarezza sul ruolo che può avere o meno la scuola in presenza

Il virologo in prima battuta spiega: “Il livello di contrapposizione ideologica che si è sviluppato intorno al tema della apertura/chiusura delle scuole in pandemia non è tollerabile in un momento così delicato. Siamo infatti in piena seconda ondata, in piena stagione autunno invernale. Si parla di terza ondata, senza pensare che la seconda non è affatto conclusa e potrebbe riprendere forza in qualsiasi momento. Un errore in questa fase sarebbe imperdonabile“.

Secondo Lopalco, “affermare tout-court che “la scuola è sicura” è un atteggiamento tanto stupido quanto stupido è attribuire alla chiusura delle scuole un ruolo salvifico“. 

L’assessore Lopalco spiega i motivi dell’inutilità della contrapposizione ideologica: “Le evidenze che possano supportare questa o quella tesi sono comunque deboli, per vari motivi:

– incompletezza dei dati (nei sistemi di sorveglianza il dato del luogo dove è avvenuto il contagio è largamente assente)

– enorme quota di infezioni asintomatiche nei soggetti in  età scolare

– impossibilità a scorporare il ruolo della chiusura delle scuole dalle altre misure di prevenzione e controllo.

Vi invito a leggere questo commentary. Lo scrive John Edmunds, uno dei migliori epidemiologi che abbia conosciuto. Si fa riferimento a diversi studi pubblicati negli ultimi mesi ragionando sui risultati. La conclusione del ragionamento è abbastanza evidente. Difficile escludere il ruolo dei ragazzi in età scolare nell’attivazione dei focolai familiari“.

L’invito di Lopalco è quello di cercare dunque di “seguire il principio di precauzione, almeno per il picco invernale. Inutile discutere sulla sicurezza delle procedure applicate in ambiente scolastico. Inutile attribuire la responsabilità all’affollamento dei trasporti. Quello che importa è la valutazione dell’impatto sulla dinamica del contagio della ripresa della scuola al 100% in presenza“. 

L’approccio prudenziale della nostra regione che mira a limitare (non escludere) la didattica in presenza credo sia un buon compromesso. Affollare nuovamente le classi solo per far fede ad una presa di posizione ideologica non  mi sembra una buona idea“, conclude il virologo Lopalco.

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