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“Lontani ma vicini…tutto andrà bene” e il principio di libertà nella ricorrenza del 25 Aprile in un’UdA per la Primaria

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Libertà di opinione, libertà di andare e venire, libertà di associazione… La libertà è il primo principio del motto repubblicano, di fine Settecento (era il 1789), Libertà, Uguaglianza, Fraternità. Ma è anche il cardine, ineludibile della nostra Costituzione Italiana. Un diritto umano fondamentale: E parlarne in occasione della “Festa della liberazione”, questa ricorrenza del 25 Aprile è, oggi, di una attualità disarmante. La libertà è molteplice: libertà di andare e venire, libertà di stampa, libertà di manifestare. Le libertà provengono da diverse fonti: dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789, dalla Costituzione del 1948, dai principi fondamentali riconosciuti dalle leggi della Repubblica Italiana, per parlare della nostra nazione. Le libertà pubbliche sono le libertà individuali e collettive garantite dai testi. Costituiscono un sottoinsieme dei diritti fondamentali. Altre libertà non sono diritti e non sono tutelate dalla legge. Lo Stato tutela le libertà pubbliche e, allo stesso tempo, pone dei limiti affinché la libertà di alcuni non ostacoli quella di altri.

La libertà nella storia

La libertà, nel corso della storia, è diventata in appena due secoli il fondamento delle società moderne, nonostante le guerre di ieri, di oggi, vivine e lontane da noi (oltre quelle che, come nel II conflitto mondiale, interessarono direttamente l’Italia) e trova la sua espressione piena nell’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in uno spirito di fraternità”. Certo, misuriamo – e soprattutto in questa settimana in cui i tragici eventi in Ucraina ce lo ricordano, certo lo vediamo, lo sappiamo, lo sentiamo, lo scopriamo ogni giorno, questo ideale filosofico e umanistico che ha il suo radicata nei testi dei filosofi antichi è lungi dall’essere riconosciuto ovunque e ancor meno applicato.

Eterno conflitto tra il bene che vorremmo implementare e il danno che facciamo

L’essere umano rimane in questa realtà paradossale, come scrive l’apostolo Paolo nell’epistola ai Romani (7, 15-25), in un eterno conflitto tra il bene che vorremmo implementare e il danno che facciamo. Libertà è una parola, un’idea, un concetto, che non sfugge a questa tensione. Aspiriamo ad esso, lo amiamo, lo conquistiamo, lo piantiamo, ma i suoi nemici – a cominciare da te stesso! – sono molti.

Il 25 aprile e gli alberi della libertà

Ecco perché sono pochissimi gli Alberi della Libertà sopravvissuti a due secoli. Molto spesso sono stati strappati coloro che erano stati strappati, tagliati, distrutti, bruciati. Questa tensione attraversa tutta la storia umana, credo, e i fatti lo testimoniano. La schiavitù dell’uomo da parte dell’uomo è una tentazione eterna, alla quale l’uomo non sembra in grado di resistere. La libertà fa bene a noi, ma non agli altri!

Spesso la libertà copre atti malvagi

Quindi usiamo la libertà come copertura per copiare gli atti malvagi come denunciato dall’apostolo Pietro. E questo è vero sia a livello di comunità umana che a livello individuale. Già i Corinzi, che avevano ben compreso il messaggio della libertà, dicevano all’apostolo Paolo, quindi se sono libero “tutto è permesso! », posso fare «quello che voglio, quando lo voglio dove lo voglio!”. Questo tipo di libertà che serve se stessi, che serve gli interessi nazionali o che rivendica una scelta individuale senza limiti, questa libertà che si sottrae a ogni obbligo verso gli altri, non è libertà. Questa comprensione narcisistica ed egocentrica della libertà non può essere, non sarà mai confusa con la libertà genuina.

Parlare di libertà

La libertà può essere inquadrata da ogni sorta di legge, a cominciare da quella che sentiamo risuonare come un mantra nei cottage e nei bar commerciali: “La mia libertà si chiude dove inizia quella degli altri”. Ma è pur sempre “La mia libertà”. È ancora individualista come sempre; incorreggibilmente individualista ed egocentrico. Una libertà limitata, mi dirò, limitata, inquadrata, è ancora libertà? Non è il suo contrario? Cos’è la libertà? Non è una chimera? Un ideale impossibile da raggiungere e ancor meno da vivere? Possiamo davvero essere liberi? Scrive Antonio Fundarò “l Paese si riunirà intorno a quella straordinaria stagione di speranza. Conquistammo democrazia, libertà e giustizia sociale, che non sono mai date una volta per sempre. E non basta difenderle; dobbiamo espanderle ogni giorno, come se ogni giorno fosse il 25 aprile” a pronunciare queste parole è Gianfranco Pagliarulo Presidente nazionale ANPI che riapre il tema, assai caro alla scuola italiana, e alla società, relativo alla memoria. sì, proprio la memoria a cui dovremmo affidarci prima d’ogni scelta strategica per il nostro Paese, per le nuove generazioni”.

La libertà e l’amore

La libertà guidata dall’amore sarà come un albero che porta frutto, perché solo sa ascoltare senza imporre. Lei sola sa amare senza forzare. Essa da sola costruisce e non distruggere. Questa libertà non sfrutta gli altri a proprio vantaggio. Fa del bene senza cercare il proprio vantaggio. Quindi, lungi dall’essere un assoluto rapidamente inquadrato da leggi che la limitano, la libertà sarà modulata da obblighi sociali, nei confronti degli altri e della comunità umana. La libertà sarà messa al servizio di altri valori, tra cui l’uguaglianza. Quindi, per riprendere il paradosso, così ben evidenziato da Martin Lutero nel suo piccolo trattato del 1521, “Sulla libertà del cristiano”, possiamo umilmente affermare che:

“L’uomo è un signore libero su tutte le cose e non soggetto a nessuno. L’uomo è un servitore obbediente in ogni cosa ed è soggetto a tutti».

Lontani ma vicini…tutto andrà bene” e il principio di libertà nella ricorrenza del 25 Aprile in un’UdA per la Primaria

L’UdA che vi proponiamo concilia l’esigenza del ricordo con quella della promozione delle libertà. Titolata “Lontani ma vicini…tutto andrà bene” pone al centro il principio di libertà nella ricorrenza del 25. Si tratta di un’UdA per la Primaria, davvero eccellente e ben strutturata dai docenti dell’Istituto Comprensivo “G. Barone” di Baranello diretto dal Dirigente Scolastico Prof.ssa Agnese Di Blasio.

25.04.2022 – allegato – UDA-CLASSE-PRIMA

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