L’OMS e l’ISS: al momento non è la scuola che fa salire i contagi

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Salto in avanti dei contagi: i nuovi casi sono 2.548 (un cifra che non si verificava da oltre cinque mesi) con oltre 118 mila tamponi. Sale, di nuovo, la preoccupazione, soprattutto dopo la riapertura delle scuole.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, tramite il direttore aggiunto, Ranieri Guerra, tranquillizza: “Le cose non si sono messe male ma si potrebbero mettere male, perché abbiamo una crescita settimanale molto lenta ma costante e continua dei casi di coronavirus, su cui la riapertura delle scuole in questo momento ancora non ha pesato. L’effetto delle scuole avranno lo vedremo fra una settimana e fra una settimana capiremo anche se i ragazzi possono diventare veicolo inconsapevole e incolpevole della circolazione del virus nelle famiglie”. 

“Dieci giorni fa – precisa – sono state aperte le scuole, a distanza di una settimana ne sono state riaperte delle altre. Abbiamo 15 giorni grosso modo di periodo di incubazione durante il quale può circolare il virus all’interno degli istituti scolastici. Successivamente è stata riaperta la pubblica amministrazione con un 50% di lavoratori che sono tornati in presenza e anche questo ci parla di altri 15 giorni. Quindi siamo a misurare il tempo di incubazione rispetto a ciascuna apertura, così come è stato fatto nel recente passato”. 

Anche il Comitato Tecnico Scientifico invita alla cautela: “Gran parte dei contagi avviene a livello intra-familiare. Un tema di grande attenzione riguarda anche le attività di integrazione di tipo informale, quindi i gruppi di persone, di amici. Per vedere un effetto nella scuola è ancora presto. Bisogna aspettare ancora qualche settimana. Devo dire che la scuola sta rapidamente identificando le persone con sintomi e questo è un buon segnale per la capacità di tracciare i casi”. Così il presidente Istituto Superiore Sanità, Silvio Brusaferro a Rai Radio 1.

“Oggi siamo in una situazione di controllo della crescita, c’è la necessità di essere maggiormente rigorosi: nel lavaggio delle mani, nell’uso della mascherina in tutti gli ambienti dove non riusciamo a mantenere le distanze, anche all’aperto. Questo sarà in grado di cambiare anche significativamente l’andamento della curva”, conclude.

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