Lombardia, Veneto ed Emilia, potranno decidere organici regionali docenti ed ATA. Arriva una rivoluzione, vediamo come e perché

di Anselmo Penna
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Al via l’accordo firmato il 28 di febbraio tra Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto circa “l’autonomia differenziata”.

In pratica, lo Stato delegherà alcune sue funzioni elencato nell’articolo 117 della costituzione, tra cui l’istruzione.

Tra le competenze che queste regioni potranno esercitare, quella relativa alla determinazione di un organico regionale in relazione alla necessità delle scuole.

La decisione della quantità di docenti ed ATA necessari al funzionamento delle scuole di queste regioni, dovrà avvenire con una programmazione concordata insieme agli USR.

Le regioni, inoltre, potranno istituire un fondo per gli organici che potrà essere utilizzato nel caso di organico aggiuntivo

Ricordiamo che l’intesa firmata tra Regioni e Stato ha durata decennale, ma dovrà ancora essere resa operativa attraverso un legge nazionale.

Vedremo quale Governo sarà formato dopo le ultime elezioni e quali decisioni saranno prese a riguardo. Si tratta, comunque, di una vera e propria rivoluzione, che per molti versi è passata sotto silenzio, ma che avrà una importante incidenza sulla scuola italiana.

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