Lombardia da domenica in zona arancione. ISS rivaluta monitoraggio: stima Rt è cambiata. La Regione: “Nessuna rettifica ma aggiornamento”

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La Lombardia passa da domenica in zona arancione (insieme alla Sardegna) dopo che un ‘errore’ nel calcolo dell’Rt la settimana scorsa aveva fatto scattare le misure più restrittive previste per la zona rossa. Ed è scambio di accuse tra la Regione e il Governo su chi debba assumersi la responsabilità della valutazione errata, che ha imposto la chiusura per una settimana dei negozi e il divieto di spostamento anche all’interno dei comuni.

Nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un ‘campo del tracciato’, tracciato che quotidianamente viene inviato all’Istituto Superiore di Sanità”. Lo scrive in una Nota Regione Lombardia, rispondendo all’Iss, a proposito della controversa questione del calcolo dell’Rt che ha stabilito che la Lombardia finisse in zona rossa. ”Azione, condivisa con l’Istituto Superiore di Sanità – prosegue la nota – resasi necessaria a fronte di un’anomalia dell’algoritmo utilizzato dall’Iss per l’estrazione dei dati per il calcolo dell’Rt, segnalata dagli uffici dell’assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma“.

Dal Ministero della Salute si esprime massima fiducia nell’Istituto Superiore di Sanità che dall’inizio della pandemia di Covid-19 è al lavoro per affrontare l’emergenza. In particolare da 36 settimane l’ISS si adopera per monitorare il quadro epidemiologico del Paese, sulla base dei dati che le Regioni e le Province autonome trasmettono ogni settimana”, si legge in una nota dello stesso Ministero.

La Regione Lombardia, nella settimana corrente, ha modificato i dati relativi alla settimana precedente il 22 gennaio. La modifica ha riguardato in particolare il numero di pazienti sintomatici con infezione confermata sui quali si basa il calcolo dell’Rt. Questa variazione ha comportato la modifica della stima di Rt della settimana precedente“. Lo sottolinea in una nota l’Istituto Superiore di Sanità, ricordando peraltro che l’Iss “è un organo tecnico scientifico che lavora con i dati inviati dalle Regioni e Province autonome e ripetutamente validati dalle stesse. Questo avviene da 37 settimane regolarmente con tutte le Regioni e Province autonome“.

Covid-19, zona gialla, arancione e rossa: cosa cambia dopo i dati ISS. Le ultime notizie

In precedenza Fontana aveva scritto su Facebook: “La Lombardia deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze“.

Il governo non ha ancora deciso. Ci sono state una serie di valutazioni all’interno della cabina di regia, che dovrebbe a breve emettere un provvedimento e sembra, dai rumors che arrivano, che effettivamente la Regione Lombardia entrerà in zona arancione“. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in collegamento con Pomeriggio Cinque. Il ricorso al Tar “ha evidenziato un problema che oggettivamente noi avevamo chiarito fin da settimana scorsa, avevamo evidenziato che c’era qualcosa che non funzionava“.

L’Rt della Lombardia secondo i dati dell’ultimo monitoraggio dell’Iss è a 0,82 nella settimana tra l’11 e il 17 gennaio. “Sono ben 18 le regioni messe peggio di noi“, fa notare il governatore Attilio Fontana. Meglio della Lombardia  solo il Veneto (0,81) e la Campania (0,76).

A portare la Lombardia in zona rossa sarebbe stata una “sovrastima dell’Rt” riferito al 30 dicembre e “calcolato dall’Istituto superiore di Sanità'”. E’ quanto affermano fonti qualificate della Regione Lombardia replicando alla ricostruzione del governo. La sovrastima, spiegano ancora le fonti, sarebbe stata dovuta ad una valutazione che non avrebbe tenuto conto di una novità introdotta con la circolare del ministero della Salute del 12 ottobre, quella che ha stabilito che un paziente può essere dichiarato guarito con un solo tampone molecolare e non più con due.

 

Cosa accade per la scuola

Se dovesse essere confermato ciò, gli studenti dalla seconda media all’ultimo anno di scuola superiore torneranno in classe, quest’ultime con il 50% di lezioni in presenza, come prevede il Dpcm del 14 gennaio.

Il Dpcm prevede che le attività didattiche nelle zone rosse saranno previste in presenza dalla scuola dell’infanzia al primo anno di scuola secondaria di primo grado. Invece, dovranno adottare la didattica a distanza dalle seconde classi di scuola secondaria di primo grado fino all’ultima classe di scuola secondaria di secondo grado.

 

TESTO UFFICIALE DEL DPCM

ALLEGATI

Covid-19, il quadro attuale regione per regione

area gialla: Campania, Basilicata,  Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana;
area arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia,Umbria, Valle d’Aosta;
area rossa: Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia.

 

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