L’obesità infantile colpisce in Italia il 23,3% dei bambini dai 3 ai 6 anni

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Red – L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) non ha dubbi: l’obesità si è diffusa come un’epidemia, che ha colpito 300 milioni di individui e che è in aumento perpetuo. E costa molto: i costi sanitari legati a questa patologia incidono ormai dal 7% all’13% circa sui costi sanitari mondiali.

Red – L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) non ha dubbi: l’obesità si è diffusa come un’epidemia, che ha colpito 300 milioni di individui e che è in aumento perpetuo. E costa molto: i costi sanitari legati a questa patologia incidono ormai dal 7% all’13% circa sui costi sanitari mondiali.

  
In Italia troviamo un  livello alto di obesità infantile con 500.000 soggetti affetti (circa il 14% della popolazione infantile), di cui il 23,3% dei bambini di età compresa fra i 3 e i 6 anni è in sovrappeso o è obeso.
 
In età infantile l’obesità porta problemi di tipo respiratorio (respirazione affannosa, apnee notturne); problemi all’apparato muscolo scheletrico (varismo, scoliosi, lordosi, piattismo etc); disturbi di carattere psicologico (scarsa autostima); precoce sindrome metabolica (ipertensione, diabete, etc); più tardi in età adulta porta a patologie di natura cardiocircolatoria (ipertensione per esempio) ma non solo; a livello dell’apparato muscolo scheletrico vi può essere l’insorgenza di iperlordosi dovuta all’aumento del peso dell’addome prominente; oppure problemi articolari dovuti sempre al sovraccarico strutturale per esempio sugli arti inferiori, a livello del ginocchio o della caglia; a livello metabolico il rischio si traduce in rischi maggiori di insorgenza del diabete o di ipercolesterolemia (maggiore tasso di colesterolo nel sangue). In generale quindi l’obesità grave concorre anche all’incremento della mortalità.
 
L’obesità si previene chiaramente con l’alimentazione:proibito l’uso smodato di merendine e bevande gassate da sostituire con frutta o verdura nella dieta, consiglio che rimane spesso inascoltato.
 
Anche i fattori genetici hanno un forte peso: un’indagine realizzata dall’ISTAT nel 2000 ha evidenziato come il 25% dei bambini e adolescenti in sovrappeso ha un genitore obeso o in sovrappeso, mentre la percentuale dei bimbi sale ad oltre il 34% quando sono obesi o in sovrappeso entrambi i genitori.
 
Inutile dire che anche l’attività fisica previene il problema: come segnalato anche dal Ministero della Salute e ribadito da tutti i medici, “l’esercizio fisico è di fondamentale importanza in età evolutiva,  contribuendo a ridistribuire le proporzioni tra massa magra (muscolo) e massa grassa (adipe) e rendendo più attivo il bambino dal punto di vista motorio e celebrale".
 
Le 2 o 3 ore la settimana di attività motoria a scuola non bastano però a contrastare il fenomeno: il consiglio degli esperti è di fare in modo che i bambini stiano il più possibile all’aperto, lontano dai giochi sedentari e dal cibo spazzatura. 

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