L’obbligo dei libri, i libri per l’obbligo. Lettera

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Inviato da Antonio Deiara – Avevo nel cassetto da diversi mesi un “pezzullo” sui libri di testo per gli studenti della “Scuola dell’obbligo”.

Anzi, devo confessare di aver cambiato idea: l’obbligo del libro di testo, dalla prima Elementare al secondo anno delle Superiori è sacrosanto, ma non per le famiglie, per il bilancio della Repubblica Italiana, nel rispetto degli articoli 34 e 33 della nostra Costituzione. Partiamo dalla Scuola Primaria, nella quale ciascun alunno riceve i libri di testo dallo Stato, gratuitamente.

La Scuola Media prevede un’altra situazione: i genitori devono acquistare di tasca propria i libri per i propri figli; idem per i primi due anni della Secondaria di secondo grado, cioè fino al compimento dei 16 anni da parte degli studenti iscritti. Recita l’art. 34 della Costituzione: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.”. E quindi, almeno i libri di testo dovrebbero essere assegnati a tutti gli alunni, fin dal primo giorno di scuola! I fondi? Sarebbe sufficiente rispettare un altro articolo della Carta costituzionale, il 33: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”, vale a dire che gli oltre 500 milioni di euro assegnati annualmente alle scuole private andrebbero utilizzati per fornire gratuitamente i libri agli studenti della scuola pubblica.

Avere i libri di testo a disposizione fin dal primo giorno di scuola consentirebbe a tutti gli studenti dai 6 ai 16 anni di affrontare con serenità e profitto la frequenza delle lezioni di tutte le discipline, eliminerebbe la “lotteria” dei libri in comodato d’uso, responsabilizzerebbe ogni singolo alunno al rispetto della “res publica”. Mi permetto di suggerire al prossimo Ministro della Pubblica Istruzione di prevedere la possibilità di assegnare i testi anche in formato digitale, sugli e-book da acquistare con i fondi risparmiati sulla differenza di prezzo fra libri cartacei e digitali. Gli alunni andrebbero a Scuola con un semplice e-book e la schiena incolume, senza lo zaino di Rambo… Proposta educativa: il rispetto per i libri di testo, sia in formato cartaceo che digitale con annesso e-book, dovrebbe essere inserito nella valutazione della materia “Educazione alla cittadinanza”. Senza dimenticare che, come recita un vecchio adagio, “Chi rompe paga…”.

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