Lo studente che ha ottenuto 100 alla maturità grazie al Tar: “Mia mamma insegnante mi ha appoggiato. Era un voto ingiusto”

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Nicolò Chino, studente del liceo «Rosmini» di Rovereto, ottiene 95 alla scorsa maturità, ma fa ricorso al Tar affermando di meritare il 100. I giudici amministrativi danno ragione al ragazzo che ottiene l’agognato punteggio. Il giovane racconta la sua esperienza al Corriere della Sera.

Erano tutti insegnanti interni dell’istituto che già conoscevo, tranne il presidente, ma lui non mi ha fatto domande. Sapevo di aver fatto un ottimo esame e quindi mi aspettavo il massimo dei voti“, racconta il giovane.

Quando ho scoperto che non mi hanno attribuito il bonus di 5 punti, ma mi hanno dato un solo punto per essermi distinto nelle materie scientifiche senza considerare tutto quello che avevo fatto nelle altre materie, ci sono rimasto male. Mi è sembrato un giudizio ingiusto, non rispecchiava la mia persona. Ero appassionato anche di storia e filosofia, ho sempre amato gli autori e i libri di italiano, in storia dell’arte avevo preso dieci. Quel giudizio era incomprensibile“, ha proseguito lo studente.

Il giovane non si è dato per vinto ed ha deciso di partire con il ricorso: “Ho sempre creduto nella giustizia e nella morale. Io per primo, anche a scuola, ho sempre combattuto le ingiustizie, quindi, sentendomi giudicato ingiustamente, ho deciso di chiedere al dirigente di poter vedere quali criteri di assegnazione dei bonus erano stati utilizzati. Avevo mandato una richiesta alla scuola, ma non mi hanno risposto, poi mi sono rivolto all’avvocata Maria Cristina Osele e a quel punto mi hanno mandato le carte“.

Il protagonista racconta inoltre di essere stato molto appoggiato dalla madre, un’insegnante di liceo: “Si certo, mi ha detto che secondo lei non stavo sbagliando e mi ha spiegato cosa dovevo fare. Mi ha aiutato“.

Prende 95 alla maturità, fa ricorso al Tar e ottiene 100: la storia di uno studente di Rovereto

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