Lo stress e l’ansia logorano gli studenti: anche dalla Liguria a Roma molti ragazzi chiedono il trasferimento

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I ragazzi hanno sempre più difficoltà con la scuola. Ansia, stress e molti disagi, come quello di socializzare. Ecco allora che il problema sollevato dal liceo Berchet di Milano è in realtà piuttosto diffuso, con presidi e insegnanti che provano a capire come intervenire.

In Liguria 2.400 studenti delle superiori hanno cambiato istituto, si legge su Il Messaggero, con il liceo scientifico Cassini di Genova che vede la media di 100 studenti trasferiti all’anno.

Anche a Roma e nel Lazio la tendenza sembra essere quella: “Stiamo cercando di supportare i ragazzi in difficoltà e questo sta accadendo in tutte le scuole italiane” spiega Mario Rusconi, presidente ANP Roma: “Dopo i mesi della pandemia, per molti adolescenti il problema è stato quello di riprendere una socialità continuativa. Ecco perché abbiamo aumentato gli incontri con gli psicologi, i corsi e gli incentivi didattici. Tuttavia spesso sono i genitori a cedere quasi subito alla richiesta di quella che a noi sembra, a tutti gli effetti, una fuga. Ogni richiesta viene valutata e studiata ma è chiaro che se c’è insistenza e determinazione da parte della famiglia, i presidi vanno incontro alle richieste“.

A titolo di esempio, al liceo scientifico Newton sono stati 25 gli studenti che hanno chiesto il trasferimento, a cui si aggiungono altre 40 domande di inserimento, cioè fatte arrivare da ragazzi che hanno richiesto di essere ammessi ad anno in corso.

Anche al liceo scientifico Amedeo Avogadro con 25 studenti che hanno scelto di cambiare classe in corsa e, altri quaranta, che hanno invece registrato la domanda in entrata.

Secondo i dati che stiamo raccogliendo la media nella Capitale è di dieci ragazzi in entrata o in uscita, a istituto – commenta ancora Rusconi – con picchi tra i 25 e i 35. Abbiamo notato una prima impennata già dopo il primo trimestre. Molto dipende dal post pandemia – dice ancora il preside Rusconi – alla difficoltà di riadattarsi in un contesto sociale con delle regole stabilite e definite. Eppure quello che a più riprese abbiamo chiesto, e stiamo chiedendo, alle famiglie è di essere più collaborativi con le scuole. Ai ragazzi dobbiamo dare gli strumenti per superare gli ostacoli, difficoltà e problemi“.

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