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Lo stile comunicativo dei docenti e il Communicator Style Measure di Norton

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Ognuno di noi – è risaputo – ha uno stile comunicativo diverso, che è importantissimo per il nostro modo di porci in società e con gli altri: questo vale, ovviamente, anche in ambito didattico, e soprattutto nel contesto classe.

Norton e la definizione di stili comunicativi

Il primo a parlare di stile comunicativo fu Norton, che nel 1974 lo definì come il modo in cui ognuno interagisce con gli altri utilizzando sia la comunicazione verbale che quella para-verbale o non verbale, al fine di farsi comprendere nei contenuti che vuole esporre e per far intendere come debba essere considerato in quanto persona.

Per Norton, lo stile comunicativo è -più nello specifico – un costrutto multidimensionale, cioè la cui formazione avviene grazie a più variabili: 10 indipendenti e 1 dipendente.

Le variabili dipendenti dello stile comunicativo

Ognuna delle variabili indipendenti è tale perché legata a una caratteristica intrinseca della persona che comunica.

Le varie combinazioni delle variabili indipendenti contribuiscono a formare quella dipendente (ovvero l’immagine che il comunicatore ha di sé: essa definisce quanto la comunicazione di quest’ultimo sia efficace e valida). Le dieci variabili indipendenti sono attributi e/o aggettivi dello stile comunicativo, dunque:

1- Dominante: un attributo forte, tipico di una persona che si esprime più degli altri e dimostra profonda sicurezza di sé.

2- Amichevole: tipico delle persone che, nel comunicare, dimostrano gentilezza e affabilità.

3- Attento: al riscontro che riceve dal destinatario/dai destinatari della comunicazione, al fine di migliorarla.

4- Rilassato: una persona che si sente a proprio agio e dunque dimostra calma e trasmette serenità.

5- Polemico: un comunicatore che tende a contrapporsi alle idee altrui e cerca continuamente una discussione, a volte litigiosa.

6- Drammatico: aggettivo usato per chi enfatizza i contenuti e l’esposizione comunicativa, usando iperboli, metafore, simboli.

7- Animato: è il comunicatore che “anima” i suoi messaggi verbali con l’aiuto massiccio della comunicazione para-verbale (gesti, mimica, postura ecc..)

8- Aperto: al confronto con gli altri, alla narrazione delle sue esperienze personali nella comunicazione.

9- D’effetto (o impatto): è colui o colei che riesce a svegliare l’interesse dei propri interlocutori quando parla, con carisma.

10- Preciso: tipicamente, la persona precisa argomenta la sua comunicazione con fatti, dati, prove ed evidenze di quanto dice.

Studi e analisi dello stile comunicativo

Dopo le teorie di Norton, molti si interessano a cercare di trovarne un’applicazione pratica dello stile comunicativo, soprattutto in ambito scolastico.

In tal senso, nacquero quindi una serie di studi sperimentali che cercavano di capire:

a) come misurare e classificare lo stile comunicativo dei docenti;

b) come gli studenti percepivano lo stile comunicativo del loro docente o dei loro docenti;

c) come analizzare l’efficacia di uno stile comunicativo, e se questa fosse correlata o meno a un maggior vigore dell’apprendimento degli studenti.

Tra tutto questi studi, quello che riscosse maggior successo – e che ancora oggi viene utilizzato dai docenti per auto-valutare l’efficacia della propria comunicazione, è il Communicator Style Measure.

La Misura dello Stile del Comunicatore

Il Communicator Style Measure è una misura dello stile del comunicatore, che si ottiene auto-valutandosi con un questionario a risposte multiple su scala Likert (5 livelli di accordo o disaccordo con un’affermazione).

Al termine del questionario, ci si assegna un punteggio, che esprime l’efficacia della comunicazione: più è alto, più è efficace la comunicazione.

Inoltre, per capire a quale combinazione di variabili indipendenti corrisponde il profilo del rispondente, si effettua una correlazione tra le voci del questionario, di modo che si possa comprendere se sono collegate tra loro in maniera direttamente proporzionale, inversamente proporzionale o se non siano correlate affatto.

I tre stili

Al termine del questionario, il rispondente potrebbe trovarsi di fronte ad una delle seguenti situazioni, riguardanti il proprio profilo comunicativo:

– docente autoritario: un profilo che si compone degli attributi “dominante, preciso e polemico”

– docente attore: un profilo che si compone degli attributi “d’effetto, drammatico e animato”

– docente umano: un profilo che si compone degli attributi “aperto, attento e amichevole”

Il primo è sicuramente il meno gradito dagli studenti, mentre l’ultimo è quello che è visto più positivamente di tutti gli altri.

Per quanto riguarda il “docente attore”: esso si trova in una posizione di mezzo. A tal riguardo va detto che, secondo Norton, la componente “drammatica” della comunicazione non è di per sé negativa, anzi: a parere dello studioso, tutti dovrebbero avere una componente del genere nella propria comunicazione, perché trasmette energia alla platea. L’importante è non permettere alla comunicazione para-verbale di interferire con i contenuti di quella verbale, quindi di distrarre – in altri termini.

Auto-valutarsi e migliorare

In conclusione: auto-valutando il proprio profilo comunicativo con la teoria e il metodo illustrato, il docente potrà comprendere quali siano gli attributi da eliminare e/o quali quelli da conservare ed eventualmente potenziare, per trasformare il proprio stile comunicativo nel migliore possibile: quello del docente umano.

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