Lo sfogo di una DSGA in una lettera al ministro

di redazione
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Inviata da Silvia Demartino – Sono una DSGA, Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi della scuola statale e SONO DAVVERO STANCA…non di lavorare, quello non mi spaventa e mi ritengo fortunata ad avere un lavoro “sicuro”(spero).

Sono stanca di essere tutto e niente, di non sapere, la mattina, da che parte cominciare.
Di dover ogni giorno combattere con l’assoluta ignoranza, generalizzata, rispetto a quello che è nostro lavoro.
Il DSGA è praticamente il “Segretario” di una volta, ma non gli somiglia in niente, ormai. Tanti nemmeno sanno che esiste. In ufficio siamo tutti segretari.
Il suo lavoro, in verità, è sempre più complesso e indefinito, tanto che, non sapendo esattamente cosa gli compete e cosa no, ma giusto per non sbagliare, perché sente addosso la responsabilità sua e quella non sua, fa spesso anche quello che non gli compete.
Si occupa, di solito, dell’iter degli acquisti, dalla richiesta dei preventivi, quando occorre, alla liquidazione delle fatture. Cosa che detta così potrebbe sembrare semplice, ma comprende in realtà una serie di operazioni attraverso utilizzo di vari software in continuo aggiornamento..
E ci sono i contatti con gli esperti, sempre più spesso presenti nelle scuole. Bisogna fare il bando. Pubblicarlo su albo pretorio. Acquisire le domande. In verità in tanti non sappiamo quando è obbligatorio bando e quando si può procedere a determina di affidamento diretto. Le norme e le novità legislative si susseguono senza che ci sia il tempo a volte di starci dietro. Oltretutto spesso dobbiamo essere noi a cercare l’ultima norma, perché non sempre ci viene inviata direttamente e in modo chiaro. Comunque abbiamo selezionato esperto. Gli facciamo il contratto e bisogna pubblicarlo in anagrafe delle prestazioni e su albo scuola e in amministrazione trasparente…e richiedere certificato antipedofilia . E poi bisogna rilasciare Certificazione Unica…..quest’anno più che mai confuse le indicazioni al riguardo.
Vogliamo parlare della dematerializzazione? Quante scuole sono allineate? Nella mia scuola consumiamo ancora centinaia di risme di carta. E’ difficile adeguarsi al passaggio. Non basta dire si deve fare, bisogna essere messi in condizione di farlo. Nonostante in tante scuole ci siano uffici amministrativi con personale preparato, capace e collaborativo e Dirigenti preparati e decisi a far rispettare le norme, nella maggior parte delle scuole si vive spesso alla giornata…cercando di fare del proprio meglio.
Perché una scuola non è un ufficio qualsiasi. Ci sono i bambini, che urlano nei corridoi, che spesso si fanno male, e bisogna fare denuncia infortunio ….e ascoltare i genitori e i docenti. Ormai i Dirigenti trascorrono gran parte delle loro giornate ad ascoltare confidenze, degli uni e degli altri….
Nella scuola, più che in altri uffici, c’è voglia e bisogno di contatto umano. Avere a che fare con i bambini, con i docenti, con i mille progetti, le innovazioni, le gite….le migliaia di attività che contraddistinguono le scuole, non è cosa semplice.
Ci occupiamo delle pratiche pensionistiche e fiscali, tante scaricate su di noi da altri uffici (Inpdap – Uffici scolastici territoriali), sempre attraverso sistemi telematici ancora non alla portata di tutti e comunque complessi e disorganizzati. tante piccole sequenze di operazioni per ogni cosa si debba fare, dal protocollo alla gestione dei pagamenti e delle nomine. Password innumerevoli per ogni accesso….E’ vero, vengono fatti corsi di formazione. Ma spesso sono insufficienti e superficiali. Bisogna avere il tempo per seguirli e poi leggere le guide che spesso vengono inviate via mail…pagine e pagine….ci sarebbe da leggere 24 ore su 24 per essere sempre aggiornati.
E a proposito di corsi di formazione..mi sfugge il motivo per cui si è pensato di attribuire ai soli docenti un bonus per la formazione..ora carta docente, che richiede altro lavoro alle segreterie..e il bonus per il merito….anche il DSGA e il personale ATA hanno bisogno di formarsi…eccome…..e in quanto al merito…

Il DSGA si occupa del coordinamento degli uffici di segreteria. E’ responsabile della contabilità, e non solo… Spesso si sostituisce per forza di cosa al DS, che è troppo impegnato con genitori , alunni e docenti per seguire iter amministrativi vari, ma non gli è riconosciuta funzione dirigenziale, anzi sembra sempre più un dipendente del Dirigente Scolastico, nonostante sia affiancato a questi nella gestione di gran parte delle attività scolastiche.
Il DSGA è chiamato in causa per sistemare tutte le situazioni scomode. E’ un tuttofare. Dall’odine della carta igienica alla gestione dei PON …..ma si ha idea di quanto lavoro, quanta burocrazia ci sia dietro ai PON?
Ci si riempie la bocca con FESR– FSE…..innovazione…..ma è un iter complesso e farraginoso. E spesso i DSGA si fanno carico della maggior parte del lavoro, ed è richiesta la loro specifica presenza in fase di controlli ministeriali…piuttosto certosini ..e devono farsi anche carico dello stress collegato al dover rendicontare su quanto è stato fatto..spesso in modo frettoloso e non sempre in linea con le norme, perché per forza di cosa non si riesce a star dietro a tutto..
Il DSGA dovrebbe avere alle dirette dipendenze il personale Ata (Assistenti e Collaboratori scolastici) ma il Dirigente è colui che decide, alla fine….
Per quanto mi riguarda ho la sensazione costante di aver lasciato indietro qualcosa. So di non essere in regola con tanti adempimenti, di alcuni nemmeno sono a conoscenza, probabilmente. Cerchiamo di darci una mano tra colleghi. Sperando di salvare il salvabile, ma ogni giorno di più con la paura di doverci rimettere qualcosa anche economicamente, perché spesso arrivano sanzioni, perché non c’è nessuno a cui possiamo dire che non riusciamo a fare tutto, che il personale alle nostre dipendenze spesso è impreparato o comunque numericamente insufficiente a coprire il carico di lavoro. Perché non possiamo nominare supplenti se si assenta un assistente amministrativo, a meno di non restare con due in servizio, anche se i titolari sono 6, come nel caso della mia scuola. Perché ci sono in ufficio docenti inidonei all’insegnamento spesso per motivi psicologici o fisici che vengono destinati a svolgere mansioni amministrative complesse, che è tutto dire.
Io amo il mio lavoro, mi batto ogni giorno perché vengano rispettate le regole, per fare in modo che tutto o quasi venga fatto come si deve….e sono stanca, davvero, sempre di più, ma non mi arrendo, in tanti non ci arrendiamo e continuiamo a fare il nostro lavoro con impegno, caparbietà e responsabilità. Ma le cose devono cambiare, nell’interesse di tutti, perché davvero il bicchiere è colmo e stiamo allontanandoci sempre più da quella che vorremmo “Una buona scuola”.

Silvia De Martino e altri.

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