Lo sfogo di una docente: “Noi lasciati soli in balia del covid. Lo Stato si assuma la responsabilità dell’obbligo vaccinale e del tracciamento settimanale degli studenti”

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Il covid a scuola resta ancora uno dei temi centrali. E sono in tantissimi fra docenti, dirigenti scolastici e Ata a lamentare una situazione non proprio ottimale con cui si sta affrontando quest’anno scolastico. Riportiamo lo sfogo di una docente siciliana, che parla di come la gestione del covid nelle scuole non sia soddisfacente.

L’insegnante, che è anche una dirigente sindacale della Flc Cgil, ha scritto al quotidiano La Sicilia:

I lavoratori della scuola sono stati tra le categorie più esposte: cosa ci è stato offerto? Gel scadente e mascherine “pannolino”. E non parliamo di sanificazione dei locali, né di uso di disinfestazione quotidiana perché è fantasia. Al personale scolastico si chiede solo sacrificio, performance e uno strano senso del dovere per cui tutto è dovuto sempre e solo in un’unica direzione“, denuncia la docente che aggiunge: “I soldi che stanno arrivando alle istituzioni scolastiche a causa del Covid sono solo una mano di vernice inutile, velleitaria e solo per dire che qualcosa si muove. Di fatto, nonostante il green pass che ha diviso tante categorie, a scuola non si sono risolti né problemi strutturali, né problemi di sicurezza per studenti e lavoratori“. 

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Inoltre, “nulla è stato fatto per mettere a norma le aule con i sistemi di aerazione, di fatto dobbiamo stare con le finestre aperte anche d’inverno. Nulla è stato fatto per trovare locali dismessi e cambiarne la destinazione d’uso in aule scolastiche“.

Quali sono gli altri punti critici? “Il distanziamento è una farsa poiché nella maggioranza delle classi mancano i banchi singoli e anche quando ci sono mancano gli spazi adeguati”, spiega la sindacalista che prosegue: “l’organico non è stato adeguato poiché abbiamo le classi pollaio che già in condizioni normali, (pensiamo al diritto all’istruzione) sono una vergogna. Io lavoro con una prima di 27 alunni e non sono la sola“.

E ancora: “Il green pass vale solo per i docenti, ma gli studenti non hanno nemmeno l’obbligo del test salivari, rapidi e/o di un tracciamento serio. Il personale Covid per la sanificazione degli ambienti è stato ridotto“.

Cosa bisogna dunque fare? “Chiedo che lo Stato si assuma la responsabilità dell’obbligo vaccinale senza ricorrere ad una forma di ricatto subdolo, chiamato green pass, che non risolve il problema dei contagi. Chiedo il ripristino di un numero congruo di alunni per classe, che ci permetta di mantenere il distanziamento tanto raccomandato dall’ISS, e qualora a livello nazionale non ci siano risposte concrete e urgenti, chiediamo all’assessore Razza di mettere a punto in questa direzione provvedimenti urgenti e adeguati su base regionale“.

E infine “Chiedo il tracciamento capillare attraverso i tamponi salivari o rapidi settimanali per studenti e alunni“.

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