Lo sfogo di un docente vincolato: “Sono di ruolo ma prenderò le supplenze per stare vicino alla mia famiglia. Il vincolo non garantisce continuità didattica”

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La trattativa sul nuovo contratto della mobilità è ancora in alto mare ma nei prossimi giorni arriverà l’ordinanza ministeriale per i trasferimenti 2023/2024. A meno di sorprese dell’ultimo minuto, i vincoli di mobilità restano.

Quello dei vincoli è un tema che da alcuni anni Orizzonte Scuola racconta, sia dal punto di vista politico-sindacale, che da quello dei diretti interessati, ovvero i docenti che restano bloccati sulla stessa sede per diverso tempo.

A titolo di esempio, riportiamo la storia di un insegnante di ruolo nella classe di concorso b011 Lab di Agraria (ITP) nella provincia di Roma.

Ho superato il concorso straordinario bis per la classe di concorso A051 Scienze Agrarie nella Regione Abruzzo dove sto facendo l’anno di prova“, racconta il nostro lettore che prosegue: “Ho fatto il concorso in Abruzzo perché pur in presenza di disponibilità di posti nel Lazio non è stato bandito. In assenza di mobilità al termine dell’anno tornerò a Roma sul mio posto da ITP senza neppure poter utilizzare l’abilitazione per poter partecipare alla mobilità (passaggio di ruolo). Chiaramente non essendo soddisfatto della mia scelta che saró costretto ad effettuare per stare vicino alla famiglia, utilizzeró l’art. 36 del CCNL per cui prenderò le supplenze come docente di ruolo, sul mio posto prenderà servizio un precario”.

Se invece non esistesse il vincolo di mobilità, “potrei fare domanda di trasferimento e nel limite dei posti in dotazione potrei aspirare al trasferimento nel Lazio sulla classe A051 in cui ho superato il concorso straordinario bis“.

Noi docenti vincolati siamo costretti a scegliere tra diritto al lavoro e diritto alla famiglia. I docenti vincolati vivono tutta una serie di danni morali, economici che non gli permettono di dare il meglio. Sarebbe bello poter convincere il legislatore e fare corretta informazione. Perché la responsabilità della continuità deve essere affidata ai docenti neoimmessi in ruolo con l’assurdo sistema del vincolo?“.

In ogni caso, bisogna ricordare, che i docenti in anno di prova con assunzione da concorso straordinario bis non potranno presentare domanda di mobilità per l’anno scolastico 2023/24 neanche se la normativa sui vincoli dovesse essere modificata in quanto in servizio su cattedra a tempo determinato e non ancora in possesso della conferma in ruolo.

Ordinanza in arrivo

Sarebbe dunque pronta, come spiegato in precedenza, l’ordinanza ministeriale che consentirebbe al personale docente e ATA di ruolo interessato di presentare la domanda di trasferimento provinciale e/o interprovinciale o la domanda di passaggio di cattedra e/o di ruolo per l’anno scolastico 2023/24.

L’ordinanza indicherà anche eventuali blocchi alla presentazione della domanda. Ne sapremo di più il prossimo 17 febbraio, quando si terrà un incontro tra Ministero e rappresentanti sindacali.

Sul tema vincoli qualche novità si potrebbe avere nel prossimo decreto Pnrr ma per intervenire direttamente già per questo anno scolastico non sembrano esserci i temi tecnici, come spiegato in precedenza.

L’unica speranza per quest’anno potrebbe essere rappresentata dalla pressione dei sindacati che potrebbero chiedere una interpretazione autentica della norma sul vincolo triennale.

In questo modo si potrebbe andare nella direzione di applicare il blocco dei trasferimenti solo alle assunzioni legate al Pnrr, dunque, quei 70 mila nuovi assunti previsti dalla riforma del reclutamento.

Ma si tratta solamente di una delle ipotesi sul piatto che non sappiamo se verrà realmente presa in considerazione.

Mobilità docenti e ATA 2023: la consulenza

È possibile richiedere consulenza all’indirizzo [email protected] (non è assicurata risposta individuale ma la trattazione di tematiche generali)

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