Lo psicologo a scuola non è la soluzione. Lettera

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inviata da Rosa Giannini – Con tutti i problemi che ha la Scuola, per affrontare i disagi che vivono gli studenti con disabilità  (e le rispettive famiglie) è stato stabilito dal MIUR che s’ inserirá negli istituti (penso a questo punto di ogni ordine e grado) la figura dello psicologo.

Questa esperienza non è nuovissima, perché attraverso alcuni Comuni, ciò è già stato fatto come pure gli “sportelli” con i logopedisti.

I risultati?

Lavoro in più per queste figure professionali che hanno così l’opportunità d’ incrementare la clientela nei propri studi privati, poiché se dovessero poi solamente attraverso questi “sportelli” prendere totalmente in carico tutti i casi che arrivano, non potrebbero fare altro nella loro vita e le ore assegnate nelle scuole dovrebbero quadruplicare (con costi pubblici molto alti per pagare appunto i servizi di tutti gli “sportelli” di psicologia).

Se poi si crede che basti un incontro sporadico con qualche famiglia e con qualche insegnante, per risolvere problemi così seri e soprattutto “cronicizzati” nella Scuola, non rimane che dire a tutti i diretti interessati, un immenso “in bocca al lupo e viva il lupo”!

Questo è il solito sistema italiano per “mettere le toppe” invece di rivoluzionare come si dovrebbero, situazioni che veramente richiedono tempestivi e radicali cambiamenti.

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