Lo Stato non può elargire privilegi ad alcuni e chiedere ad altri di andare in pensione a 70 anni. Lettera

di redazione
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E’ abbacinante come le nostre istituzioni continuino a proporci delle soluzioni pensionistiche palesemente sperequative tra generazioni e tra categorie di lavoratori.

Ritengo che i lavoratori dovrebbero unirsi e chiedere l’applicazione immediata del criterio contributivo per tutti quei pensionati che hanno un assegno pensionistico lordo mensile superiore, ad esempio, ai 3000 €, al netto di quanto già percepito.

E’ inammissibile che lo Stato elargisca dei PRIVILEGI di tale entità ad alcune persone e chieda ad altre di andare in pensione a 70 anni e con importi che ci fanno ricordare i clochard.

Trovo anche sconcertante che i sindacati non denuncino tutti gli sperperi della pubblica amministrazione, senza i quali potemmo pensare di RIDURRE l’età pensionabile: probabilmente ciò non accade in quanto anche i sindacati sono destinatari di privilegi (vedi sindacalista CISL R. Bonanni).

Voglio concludere chiedendo a ciascun lavoratore e soprattutto alla categoria dei docenti e ai loro rappresentanti di iniziare a criticare con forza questo modo di fare politica (indipendentemente dallo schieramento politico) in quanto finché non verranno rimosse le cause che hanno determinato questo stato di cose difficilmente si presenteranno le condizioni per ottenere un miglioramento salariale, un’età pensionabile ragionevole e una pensione dignitosa.

Prof. Andrea Fraccaro

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