Question Time al Senato con la ministra Lucia Azzolina: ecco il resoconto completo [VIDEO]

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, parla a Palazzo Madama durante il Question Time. Azzolina risponderà a tre interrogazioni parlamentari.

Sulla prima interrogazione, quella presentata da Fratelli d’Italia, Azzolina risponde che “il Governo sta approntando tutte le misure affinché l’avvio del prossimo anno scolastico possa avvenire in modo ordinato e in piena sicurezza. L’articolo 235 del decreto-legge “Rilancio” istituisce presso il Ministero dell’Istruzione un fondo (un “Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19”) proprio per l’adozione degli interventi necessari alla riapertura delle istituzioni scolastiche, contenendo il rischio epidemiologico. Come preannunciato, a breve, questo stanziamento sarà incrementato.  Con tali risorse finanziarie, si potrà derogare al numero minimo e massimo di alunni per classe e attivare ulteriori posti di personale docente e ATA a tempo determinato per il prossimo anno scolastico. Per la prima volta dopo anni si potranno così ridurre le classi troppo affollate anche grazie all’acquisizione di spazi supplementari, sulla base delle necessità emergenti dai singoli territori, grazie al lavoro dei Tavoli regionali appositamente costituiti. Inoltre, il decreto-legge ha incrementato il Fondo per il funzionamento delle scuole di € 331 milioni per la pulizia e la costante igienizzazione degli ambienti scolastici, oltre che proprio per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale. Questi fondi sono già stati erogati alle istituzioni scolastiche e potranno essere spesi anche per piccoli interventi di manutenzione utili ad ampliare la disponibilità delle aule. La dirigenza scolastica non è stata affatto lasciata sola a fronteggiare i problemi. È forte l’impegno del Ministero, in tutte le sue componenti, anche periferiche, nell’affrontare insieme ai dirigenti scolastici, agli Enti locali e agli altri attori istituzionali le criticità dei singoli territori e delle singole scuole, come sto direttamente sperimentando tramite la mia partecipazione ai singoli confronti regionali. È in questa ampia e articolata cornice di interventi, posta in essere dal Governo, che va collocata la proposta, presente nel decreto-legge sulle semplificazioni, di individuare il commissario per il coordinamento delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica quale soggetto che, in virtù dei poteri straordinari e derogatori, potrà acquistare e distribuire anche gli arredi scolastici. La scelta, già annunciata nel Piano per la riapertura delle scuole, varato lo scorso 26 giugno, di affidare questo compito ad una struttura commissariale già esistente è la più razionale. Da un lato, consentirà una maggiore tempestività negli acquisti, dall’altro eviterà diseconomie e duplicazioni. Ringrazio il Commissario e la sua struttura che già si sta prodigando per fare fronte al nuovo sfidante compito a favore della scuola pubblica del Paese”.

Sulla seconda interrogazione, invece, presentata dalla Lega, Azzolina risponde che “il governo è a lavoro per avvio dell’anno scolastico ordinato e in piena sicurezza. Il commissario governativo per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, non è affatto incaricato della gestione della ripresa del prossimo anno scolastico, ma dispone sino a termine dello stato di emergenza, degli speciali poteri conferitegli al solo fine degli acquisti delle dotazioni strumentali a contenere l’emergenza negli ambienti scolastici. La dirigenza scolastica non è stata  affatto lasciata sola a fronteggiare i problemi. È forte l’impegno del Ministero, in tutte le sue componenti, anche periferiche,
nell’affrontare insieme ai dirigenti scolastici, agli Enti locali e  agli altri attori istituzionali le criticità dei singoli territori e  delle singole scuole, come sto direttamente sperimentando tramite la mia partecipazione ai singoli confronti regionali. Al fianco delle scuole vi sono, difatti, una Cabina di regia nazionale con compiti di coordinamento e tavoli regionali, insediati presso gli Uffici territoriali del Ministero cui, come già detto, sto partecipando personalmente.
Ci stiamo impegnando per fornire soluzioni concrete nel rispetto dell’autonomia scolastica. Le Linee guida, da Lei richiamate, già diramate a tutte le scuole sono il frutto di confronto e condivisione con gli attori del mondo della scuola, con le Regioni e gli Enti locali, con le forze sociali, non sono affatto generiche ma vanno proprio in questa direzione.  Alla descritta costante e capillare attività di rilevazione dei bisogni, sintesi e ricerca di soluzioni, come più volte ricordato, si affianca la concreta azione del Governo che ha stanziato le risorse finanziare necessarie all’avvio in sicurezza del prossimo anno scolastico. Ciò permetterà di incrementare fino a 50 mila unità il personale docente e ATA per il prossimo anno scolastico, sulla base delle concrete esigenze che emergeranno dai territori.  Continuiamo ad investire anche nell’innovazione tecnologica proprio per superare quel divario digitale da Lei richiamato e garantire a tutti il diritto allo studio. Ricordo che il Comitato nazionale per la banda ultra larga ha approvato un importante “Piano Scuola” prevedendo la ri-destinazione di 400 milioni a favore delle scuole per portare la banda ultra larga alla “porta” di ciascun edificio scolastico e per garantire il canone di connettività gratuito per 5 anni alle scuole. Aggiungo che recentemente sono stati destinati alle scuole secondarie di II grado statali ulteriori 29 milioni di euro per finanziare le smart class.
Voglio concludere ribadendo con fermezza che nessuno studente sarà lasciato indietro. Il Governo sta lavorando ogni giorno per garantire l’effettività del diritto allo studio, unitamente alla libertà di scelta educativa delle famiglie.

Sulla terza interrogazione, infine, presentata dal Movimento Cinque Stelle, Azzolina dice che “la didattica a distanza ha rappresentato uno strumento utile per garantire l’effettività del diritto allo studio e per rimanere vicini, anche durante il lockdown, alle nostre studentesse e ai nostri studenti, anche e soprattutto in quelle situazioni di difficoltà e di svantaggio che rischiavano di amplificare i divari territoriali e sociali, già esistenti, che abbiamo il dovere di ridurre e combattere. Per tale ragione abbiamo investito, da subito, ingenti risorse per l’acquisto di tablet, connessioni e di tutti gli strumenti digitali utili a vantaggio dei meno abbienti. Dall’inizio dell’emergenza, anche per sostenere la didattica a distanza, sono stati stanziati più di 180 milioni di euro. Si tratta di risorse che rimarranno alla scuola italiana, arricchendola. I tablet e i pc che abbiamo acquistato per sostenere i nostri ragazzi nella didattica a distanza saranno ora un patrimonio per il lavoro in classe e nei laboratori. La priorità del governo è stata e sarà sempre quella di non lasciare indietro nessuno. Anche per questo, nei giorni scorsi, abbiamo varato un ulteriore avviso, per complessivi 236 milioni di euro, a valere sui fondi PON, che serviranno all’acquisto di libri e kit didattici per oltre 750.000 nostri studenti e nostre studentesse più svantaggiati. Una misura molto importante per il diritto allo studio, per la ripartenza a settembre, che darà sostegno alle famiglie. Ogni scuola secondaria di primo grado potrà avere fino a 100mila euro, quelle del secondo grado fino a 120mila. In questo contesto, l’avvio del nuovo anno scolastico rappresenta sicuramente una grande sfida. Il Governo sta approntando tutte le misure necessarie per la realizzazione di questo ambizioso disegno: un organico potenziato, per evitare classi sovraffollate, e disporre degli spazi supplementari, laddove fossero necessari. La  spesa per la messa in sicurezza degli edifici scolastici ha registrato, in costanza dell’emergenza epidemiologica, un’accelerazione: a marzo scorso sono stati stanziati ben 510 milioni di euro, altri 320 milioni sono stati ripartiti tra le Regioni ad aprile, sono stati messi a disposizione ulteriori 855 milioni di euro a favore di Province e Città Metropolitane Inoltre, sono stati pubblicati, i risultati relativi al bando che ha messo a disposizione 330 milioni di euro per il finanziamento di azioni di cd. “edilizia leggera” in conseguenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Nella concreta declinazione degli interventi da realizzare, le scuole non saranno lasciate sole. La stesura di uno specifico protocollo di sicurezza, sul modello di quanto già fatto per gli Esami di Stato, accompagnerà l’avvio del prossimo anno scolastico. Io stessa ho iniziato a partecipare ai tavoli tecnici regionali convocati per analizzare ogni situazione e trovare risposte adeguate, insieme agli enti competenti, gli Enti locali, in un’ottica di condivisione e celerità. A queste attività si affiancheranno, già dalle prossime settimane, appositi spazi di formazione per tutto il personale scolastico, sulle tematiche digitali e sulla sicurezza. Posso rassicurarla che il Governo accompagnerà ogni passaggio del ritorno a scuola in presenza delle nostre studentesse e dei nostri studenti”

Ritorno in classe: mascherine, distanziamento e medico scolastico. Il Cts risponde. SCARICA PDF

INTERROGAZIONE SULL’AFFIDAMENTO DELLE ATTIVITÀ NECESSARIE ALL’AVVIO DELL’ANNO SCOLASTICO AL COMMISSARIO STRAORDINARIO PER L’EMERGENZA DA COVID-19

(3-01761) (8 luglio 2020)

IANNONECIRIANI – Al Ministro dell’istruzione – Premesso che:

dalle bozze del “decreto semplificazioni” circolate in questi giorni, è emersa l’intenzione del Governo di nominare Domenico Arcuri, già commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, commissario anche per la ripartenza in sicurezza delle scuole;

egli dovrebbe occuparsi della fornitura di gel, mascherine e di “ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali” oltre che, probabilmente, della gestione della somministrazione dei test sierologici a tutto il personale scolastico e non;

considerato che:

a giudizio degli interroganti la sua gestione complessiva dell’emergenza fino ad oggi si è già rivelata, per molti aspetti, fallimentare, soprattutto se si considera l’inadeguatezza delle procedure di approvvigionamento e fornitura dei dispositivi di protezione individuale;

il ruolo che ora egli dovrebbe assumere è essenziale ed ancora più delicato in quanto si tratta di garantire la massima sicurezza e la tutela della salute di minori, in uno scenario per il quale permangono ancora molte incertezze e difficoltà;

come denunciato più volte anche da Fratelli d’Italia, si è già ampiamente in ritardo sull’organizzazione delle fasi e delle procedure necessarie a garantire un avvio ordinato e in piena sicurezza dell’anno scolastico; a ridosso oramai della pausa estiva, infatti, si è già perso molto tempo prezioso, lasciando peraltro inascoltati anche i numerosi appelli del settore e, in particolare, dei dirigenti scolastici che si trovano, da soli, ad affrontare decisioni importanti e complesse, in un quadro già strutturalmente in affanno, con tutte le conseguenze che ne derivano, anche in termini di responsabilità;

Fratelli d’Italia, nel corso dell’esame degli ultimi provvedimenti, sia alla Camera che al Senato, in uno spirito costruttivo e di ampio confronto, aveva presentato una serie di proposte emendative che andavano proprio nella direzione di fornire un supporto al mondo della scuola che, già provato dalle politiche restrittive e fallimentari di questi anni, si troverà da settembre a gestire una situazione difficile;

il Governo, anche in questa occasione, ha mostrato una forte chiusura, decidendo di non confrontarsi, non condividendo alcuna delle proposte presentate e anzi determinandone, di fatto, la sostanziale bocciatura;

il testo del “decreto semplificazioni”, approvato l’altra notte dal Consiglio dei ministri, con l’oramai consueta formula “salvo intese”, che testimonia la mancanza di condivisione da parte della stessa maggioranza, non è ancora disponibile,

si chiede di sapere:

se, nel testo approvato, sia confermato l’inserimento della norma che prevede la nomina di Arcuri a commissario per la ripartenza in sicurezza delle scuole e, in caso affermativo, per quali motivazioni si sia optato per tale scelta, nonostante le gravi inefficienze già emerse nel corso della sua gestione dell’emergenza sanitaria, e non piuttosto per una gestione diretta da parte del Ministero stesso dell’istruzione, al quale si sarebbero potuti assicurare poteri e forme di semplificazione e di velocizzazione di tutte le procedure necessarie ad esempio per l’acquisto e la distribuzione almeno degli arredi scolastici;

in ogni caso, secondo quali procedure e tempistiche opererà il commissario Arcuri al fine di assicurare l’avvio ordinato dell’anno scolastico nei tempi previsti e nella massima sicurezza.

INTERROGAZIONE SULLA NOMINA DI DOMENICO ARCURI A COMMISSARIO PER LA RIPRESA IN SICUREZZA DELL’ATTIVITÀ SCOLASTICA

(3-01764) (8 luglio 2020)

PITTONISAPONARAALESSANDRINIBARBAROBORGONZONI – Al Ministro dell’istruzione – Premesso che, da quanto si apprende da notizie di stampa, il Governo, nel cosiddetto decreto semplificazioni, ha affidato al commissario straordinario per l’emergenza COVID-19, Domenico Arcuri, la gestione della ripartenza delle scuole nell’anno scolastico 2020/2021;

considerato che, a giudizio degli interroganti:

dopo aver esautorato il Parlamento dalle sue funzioni, il Governo si appresta a fare lo stesso con i componenti dell’Esecutivo;

fino ad oggi sono emerse tutte le criticità che hanno caratterizzato i provvedimenti governativi in materia scolastica, emanati a seguito dell’emergenza COVID-19, a cominciare dal decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, recante “Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato”, nel quale molte problematiche inerenti alla gestione della riapertura delle scuole in presenza, a settembre, non hanno trovato un’adeguata soluzione, e anche in fase di conversione sono rimaste molte incertezze soprattutto riguardo alla possibilità di realizzazione del giusto distanziamento tra gli studenti, del reperimento degli spazi e del reclutamento degli insegnanti necessari;

soltanto a fine giugno sono state emanate le linee guida per la riapertura delle scuole, un compendio di indicazioni assolutamente generiche e prive del necessario approfondimento tecnico, senza azioni, metodiche e tempi certi, nonostante la stesura sia stata affidata ad un comitato tecnico-scientifico specificatamente nominato. Il presidente dell’associazione presidi ha segnalato che c’è necessità di 40.000 classi aggiuntive per garantire la riapertura delle scuole in sicurezza. In recenti dichiarazioni il Ministro in indirizzo ha avanzato l’ipotesi di utilizzare altri spazi per creare aule, ma si tratta di soluzioni di cui ancora non si conosce la praticabilità effettiva. Totalmente ignorato, tra l’altro, il contributo che possono fornire con i loro spazi le 12.564 scuole paritarie presenti su tutto il territorio nazionale. Appare inoltre di dubbia realizzazione l’idea di recuperare vecchie scuole dismesse o di attuare l’entrata in classe per fasce orarie;

per esprimere il proprio malcontento per questa situazione di generale incertezza genitori, insegnanti e studenti hanno recentemente manifestato in molte città per sollecitare risposte concrete dal Governo;

nel resto d’Europa le scuole sono state gradualmente riaperte, sulla base dei rispettivi calendari scolastici, nel rispetto delle norme di sicurezza, assicurando così il pieno rispetto del diritto all’istruzione;

da un sondaggio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per testare la validità della didattica a distanza, su un campione rappresentativo delle famiglie italiane, risulta che 10 ragazzi su 100 sono rimasti completamente esclusi dal processo di apprendimento on line, mentre un ulteriore 20 per cento ha potuto frequentare i corsi soltanto in modo saltuario, senza poter svolgere regolarmente le lezioni perché non in possesso di personal computertablet e connessione internet veloce; conseguentemente, di fatto, è stato precluso a molti studenti il diritto allo studio garantito dalla Costituzione,

si chiede di sapere quali siano le motivazioni che hanno portato l’Esecutivo alla decisione di affidare al commissario straordinario Domenico Arcuri la gestione della ripresa delle scuole nell’anno scolastico 2020/2021.

INTERROGAZIONE SULLE DIVERSE MISURE PER GARANTIRE L’AVVIO IN SICUREZZA DELL’ANNO SCOLASTICO 2020/2021

(3-01599) (19 maggio 2020)

EVANGELISTA – Al Ministro dell’istruzione – Premesso che:

la scuola italiana ha saputo reagire alla crisi causata dal Coronavirus con diverse misure eccezionali, tra le quali la didattica a distanza;

gli insegnanti si sono attivati immediatamente, provvedendo sia alla propria formazione, quando mancava, sia ad offrire fin dove era possibile un adeguato servizio agli studenti;

non si può negare che la didattica a distanza abbia funzionato soltanto in parte, in quanto in alcune zone del Paese si sono registrati problemi legati al digital divide, ossia alla mancanza di dispositivi elettronici e alla scarsa o assente connessione internet. Alcuni studenti sono rimasti sprovvisti degli strumenti informatici, e per molti altri, in particolare gli alunni della scuola primaria, la didattica a distanza non è mai partita, in quanto i compiti sono stati inviati mediante e-mail e Whatsapp per diverso tempo e ora su una piattaforma on line, ma senza poter usufruire di alcuna videolezione;

la didattica a distanza carica sul contesto familiare una serie di incombenze, sia economiche che in termini di supporto e tempo, che non tutti i genitori si possono permettere, sia quando lavorano fuori casa, che quando lavorano in smart working;

considerato che, a parere dell’interrogante:

seppure utile nel breve periodo legato alla gestione dell’emergenza epidemiologica e nonostante gli ingenti stanziamenti del Governo, la didattica a distanza, nel lungo periodo, potrebbe determinare forti disuguaglianze, con grave danno nei confronti dei soggetti più vulnerabili;

la dispersione scolastica, già abbastanza alta in Italia, alla fine dell’emergenza sanitaria potrebbe aumentare;

la scuola dovrebbe offrire non soltanto un piano didattico, ma anche educativo e sociale, e di conseguenza appare necessario che a settembre 2020 tutti gli studenti, a partire dalle fasce dei più piccoli, possano rientrare in classe in situazione di sicurezza;

la scuola italiana ha sempre più bisogno di investimenti, risorse, assunzioni di docenti e personale scolastico, nonché interventi consistenti per l’edilizia scolastica,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo stia adottando per consentire l’inizio armonioso e in sicurezza del nuovo anno scolastico 2020/2021.

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