Ritorno in classe, Miozzo alla Camera: “Ci aspettiamo aumento dei contagi. Test sierologici li avrei messi obbligatori” [VIDEO]

La Commissione Cultura, presso la Sala del Mappamondo, svolge l’audizione di Agostino Miozzo, in qualità di coordinatore del Comitato tecnico-scientifico istituito, sulle valutazioni del medesimo Comitato in merito alle prospettive per la ripresa delle attività scolastiche a settembre.

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L’audizione del coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico: “Con la riapertura della scuola potrebbe
esserci un lieve incremento dell’indice di trasmissione: come sta avvenendo all’estero, potrebbe esserci qualche lieve incremento. La nostra preoccupazione è quella di tenere il sistema scolastico sotto controllo. Tutti i paesi, non solo l’Italia, sono alle prese con la riapertura in sicurezza delle scuole. Ci sono dei rischi, lo sappiamo. Stiamo guardando con molta attenzione  all’attuale trend epidemiologico, c’è un lieve aumento di casi ma si  tratta di dati in fondo attesi. Questa estate è stata vissuta grazie  al clima in maniera tradizionale e ora probabilmente paghiamo qualche  libertà’ che qualcuno si è preso, contraddicendo alcuni dei criteri di prevenzione fondamentali”

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E ancora: “L’obiettivo è riaprire le scuole ma anche continuare a tenerle aperte. L’obiettivo che ci siamo posti è di aiutare il sistema scolastico a  riaprire in sicurezza, ma un obiettivo per noi  ancor più importante è aiutare il sistema scolastico a rimanere aperto in sicurezza e mantenere in sicurezza i nostri studenti nell’ambito  scolastico”.

Miozzo, poi, aggiunge: “I tre pilastri sono e rimangono distanziamento, mascherine e igiene. Sono pilastri condivisi nell’intera comunità internazionale. Il  distanziamento è fondamentale, ci siamo adeguati alle indicazioni  dell’Oms che cita il metro come minimo. E’ importante sottolineare che la Società italiana di pediatria dichiara che non esiste anche per bambini piccoli un problema nel vestire la mascherina, non è dannosa. Abbiamo dei riferimenti che abbiamo voluto  definire, dai sei anni in su. I più piccoli non l’indosseranno mentre  dovranno indossarla gli educatori, forse trasparente”.

Sul trasporto scolastico: “Se si vuole riempire lo scuolabus deve essere ben predisposto un tempo al massimo di 15 minuti per il contatto stretto. Sul trasporto pubblico locale abbiamo dato alcune indicazioni che stiamo formalizzando: necessità di aumentare il numero corse, riorganizzazione degli orari di ingressi e uscite per dilazionare gli orari di punta, disinfettanti a bordo dei mezzi di trasporto, sollecitazione all’uso della app Immuni”.

E ancora: “Noi non ci siamo detti contrari all’uso dei termoscanner nelle scuole ma la loro adozione comporterebbe evidenti problemi tecnici. Al di là dei problemi organizzativi ed economici, mettere un termoscanner in ogni scuola significa che deve esserci qualcuno che guardi, che controlli, che intervenga quando serve, e non può essere chiunque. C’è poi una questione di tempi: abbiamo calcolato che ogni bambino dovrebbe fermarsi per 4 o 5 secondi, parliamo di 83 minuti ogni 1000 bambini. E considerato che molte scuole hanno un unico ingresso, tutto questo creerebbe il serio pericolo di assembramenti”. 

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