L’Italiano? Maraschio: “Scuola introduca alla sua complessità. È una lingua che sta bene, ma occhio ai social e ai turpiloqui in Radio”

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L’italiano si trova in una condizione di sostanziale benessere, a dirlo Nicoletta Maraschio, presidente onoraria dell’Accademia della Crusca, in occasione della Giornata internazionale della Lingua Madre. Così in una intervista all’agenzia di stampa Adnkronos.

Maraschio evidenzia come l’istruzione debba giocare un ruolo chiave nell’innalzamento del livello linguistico, introducendo gli studenti alla ricchezza e alla complessità della lingua italiana, soprattutto in un’epoca segnata da disparità culturali e sociali che si manifestano anche attraverso l’uso della lingua.

Maraschio tocca un punto nevralgico: le disuguaglianze, che si traducono in un utilizzo della lingua che varia notevolmente tra differenti strati sociali. In particolare, sottolinea il rischio che la lingua utilizzata sui social network finisca per influenzare negativamente anche contesti che richiederebbero un approccio più riflessivo e approfondito all’italiano.

Analizzando l’uso dell’italiano nei media, Maraschio osserva come esistano forti disparità anche all’interno di questo ambito, in particolare nelle radio. Mentre alcune emittenti, come Radio 3 Rai, mantengono un alto standard linguistico, altre cadono in uno stile verbale aggressivo o in un linguaggio frammentario e autoreferenziale. Queste differenze, compresa la crescente tendenza all’uso di turpiloquio, riflettono le varie sfaccettature dell’uso contemporaneo dell’italiano e sottolineano l’importanza di promuovere un utilizzo consapevole e rispettoso della lingua.

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