“L’istruzione tecnica e professionale torni ad essere scuola di serie A. Potenziare il rapporto con le imprese come avviene nel modello tedesco”. L’appello di Valditara

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Nel corso dell’intervista rilasciata al mensile ‘Tempi’, Giuseppe Valditara, Ministro dell’istruzione e del Merito, è tornato a parlare dell’istruzione tecnica e professionale e su come sia necessario valorizzarla anche in prospettiva occupazionale.

Ci sono 1,2 milioni di posti di lavoro che non vengono coperti – spiega Valditara – perché le imprese non trovano qualifiche corrispondenti. Va assolutamente rafforzata la formazione tecnica e professionale, costruendo una filiera unica che vada dalla formazione fino all’istruzione superiore, parallela all’università”.

“L’istruzione tecnica e professionale – prosegue il Ministro – deve tornare ad essere una scuola di serie A e non di serie B, come è considerata adesso. Va valorizzata e potenziata sul modello tedesco, dove il rapporto col mondo dell’impresa è stretto e proficuo. È su un’istruzione tecnica e professionale di qualità che si gioca il destino produttivo del nostro paese”.

Inoltre, secondo il numero uno di Viale Trastevere, “l’intelligenza concreta è allo stesso livello dell’intelligenza astratta”.

La riforma degli istituti tecnici e professionali

Bisogna ricordare che già è stata approvata lo scorso settembre 2022 la riforma degli istituti tecnici e professionali, come previsto dal Pnrr. Riforma, presente all’interno del Decreto Aiuti Quater e  che dunque Valditara adesso dovrà implementare.

Riforma degli istituti tecnici e professionali
(art. 26, 27 e 28)

Sono definiti i criteri a cui dovranno attenersi uno o più regolamenti finalizzati alla riforma degli istituti tecnici, nella prospettiva, tra l’altro, di adeguare costantemente l’offerta formativa alle esigenze di competenze richieste dal mercato del lavoro.

Sono definite misure finalizzate al potenziamento degli istituti professionali e alla realizzazione dello Spazio europeo dell’istruzione mediante il supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione della filiera tecnica e professionale.

In coerenza con tali obiettivi, è istituito l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale che svolge funzioni consultive e di proposta.

In applicazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono adottate misure per la riforma degli istituti tecnici (art. 26), degli istituti professionali (art. 27) e la costituzione dell’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale (art. 28).

Nella legge di conversione in relazione è stato specificato che la realizzazione da parte dei CPIA di percorsi di istruzione tecnica può avvenire nei casi di non erogazione di tali percorsi nella rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado o di erogazione in misura non sufficiente rispetto alle richieste dell’utenza e del territorio.

Nello specifico, il testo prevede, per gli Istituti tecnici:

  1. la ridefinizione e l’aggiornamento degli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e STEM e orientare alle discipline inerenti “Industria 4.0”, connettersi maggiormente al tessuto socioeconomico di riferimento, valorizzare la metodologia didattica per competenze;
  2. la previsione di meccanismi per dare continuità tra l’istruzione tecnica e quella terziaria (ITS Academy, per esempio), riconoscendo crediti formativi universitari ai tirocini svolti dagli studenti durante il quinto anno di studi;
  3. la realizzazione di “Patti educativi 4.0”, per far sì che istituti tecnici e professionali, imprese, enti di formazione accreditati dalle Regioni, ITS Academy, università e centri di ricerca possano condividere risorse professionali, logistiche e strumentali; 
  4. la strutturazione di un piano formativo mirato per i docenti degli istituti tecnici, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali;
  5. l’erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica non in rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado o non adeguatamente sufficienti rispetto alle richieste dell’utenza e del territorio;
  6. il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze delle studentesse e degli studenti dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Come per gli istituti professionali è poi prevista:

  1. la definizione di misure di supporto allo sviluppo di processi di internazionalizzazione degli istituti per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione.

La riforma degli Istituti professionali punta a rafforzare il raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività previsti dal PNRR, anche attraverso l’aggiornamento da parte delle istituzioni scolastiche del Progetto formativo individuale. Il provvedimento prevede che il Ministero dell’Istruzione emani linee guida per semplificare le procedure amministrative per il passaggio dagli istituti professionali agli Iefp (Istruzione e Formazione Professionale).

Come per gli istituti professionali è poi prevista:

  1. la definizione di misure di supporto allo sviluppo di processi di internazionalizzazione degli istituti per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione.

La riforma degli Istituti professionali punta a rafforzare il raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività previsti dal PNRR, anche attraverso l’aggiornamento da parte delle istituzioni scolastiche del Progetto formativo individuale. Il provvedimento prevede che il Ministero dell’Istruzione emani linee guida per semplificare le procedure amministrative per il passaggio dagli istituti professionali agli Iefp (Istruzione e Formazione Professionale).

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