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Liquidazione TFs: il ritardo del pagamento non è in base alle dimissioni

TFR

Non sono le dimissioni volontarie a determinare l’erogazione della prima rata del TFS ma la motivazione che ha portato alla cessazione del rapporto di lavoro.

Buongiorno ho già posto un quesito per quando avrò pagato i TFS,vorrei porre una domanda è possibile andare in pensione per vecchiaia e poi non ricevere il TFS perché secondo i loro calcoli sono dimissioni volontarie?

Grazie
Come abbiamo illustrato in diversi precedenti articoli il pagamento della prima rata del TFS avviene con tempi di erogazione diversa in base a quella che è stata la motivazione che ha portato all’interruzione del rapporto di lavoro.
Se la cessazione è avvenuta per accedere alla pensione di vecchiaia o per raggiunti limiti di età l’erogazione della prima rata avviene non prima di 12 mesi (a cui aggiungere i 90 giorni necessari per la liquidazione della pratica da parte dell’INPS).
Se la cessazione del rapporto di lavoro avviene per altre  motivazioni (accesso alla pensione anticipata, cambio lavoro ecc…) il pagamento del TFS non avviene prima di 24 mesi (aggiungendo a tale tempo sempre i 3 mesi necessari all’INPS).
Accedere alla pensione anticipata o a quella di vecchiaia presuppone sempre le dimissioni volontarie del dipendente (a meno che non si parli di collocamento a riposo d’ufficio).
Non è, quindi, a causa delle dimissioni volontarie che l’erogazione del  TFS può ritardare ulteriormente, ma la motivazione che ha portato proprio alla presentazione delle stesse.
Se lei, quindi, ha cessato il suo rapporto di lavoro a 67 anni per accedere alla pensione di vecchiaia, anche se ha presentato dimissioni volontarie non rischia di vedersi riconoscere la prima rata del TFR dopo 24 mesi, ma sempre dopo almeno 12.

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