La liquidazione delle ferie maturate e non godute: un problema in più per i supplenti

di Lalla
ipsef

contributo del prof. Bartolo Danzi Unams Scuola Puglia – Tra le novità normative sembrerebbe che le ferie maturate e non godute non devono più essere liquidate ai supplenti. Pervengono a tal proposito numerosissime segnalazioni circa la problematica della retribuzione di tale emolumento ai supplenti, i quali sarebbero addirittura costretti dai loro dirigenti scolastici a richiedere le ferie nei periodi di sospensione per festività o delle attività didattiche in generale.

contributo del prof. Bartolo Danzi Unams Scuola Puglia – Tra le novità normative sembrerebbe che le ferie maturate e non godute non devono più essere liquidate ai supplenti. Pervengono a tal proposito numerosissime segnalazioni circa la problematica della retribuzione di tale emolumento ai supplenti, i quali sarebbero addirittura costretti dai loro dirigenti scolastici a richiedere le ferie nei periodi di sospensione per festività o delle attività didattiche in generale.

Tale impostazione della P.A. è assolutamente illegittima. Difatti le ferie sono un diritto del lavoratore, un diritto irrinunciabile e rientrano nella consuetudine del rapporto azienda dipendenti.

La Costituzione della Repubblica Italiana all’ Articolo 36 dispone che “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia
un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

A tale impostazione possiamo senza dubbio accostare quanto previsto e indicato dal Codice Civile, che nell’articolo 2109 dispone:

“Il prestatore di lavoro ha diritto ad un giorno di riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la domenica. Ha anche diritto dopo un anno d’ininterrotto servizio (illegittimo, Corte costituz. 10 maggio 1963, n. 66) ad un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. La durata di tale periodo è stabilita dalla legge, (dalle norme corporative) dagli usi o secondo equità (att. 98). L’imprenditore deve preventivamente comunicare al prestatore di lavoro il periodo stabilito per il godimento delle ferie. Non può essere computato nelle ferie il periodo di preavviso indicato nell’art. 2118 (Periodo di preavviso per licenziamento giusto motivo)”.

Da una semplice lettura del codice civile, quello in cui si cita l’ anno consecutivo di lavoro, (dichiarato illegittimo nel 1963) veniamo introdotti nel cuore della normativa e della discussione riguardante le ferie. Una discussione che ci condurrà a scoprire quanto sia obbligatorio il riposo annuale e quanto non sia possibile un anno ininterrotto di lavoro.

Orbene, l’art. 45 comma 2 del D.lgs 165/01 dispone che “Le amministrazioni pubbliche garantiscono ai propri dipendenti di cui all’articolo 2, comma 2, parita’ di trattamento contrattuale e comunque trattamenti non inferiori a quelli previsti dai rispettivi contratti collettivi.”

Pertanto è fuor di dubbio che l’imposizione ai supplenti di usufruire delle ferie nei giorni in cui la scuola è chiusa o le attività didattiche sono sospese oltre ad essere arbitraria ed in netta violazione dell’appena citato art. 45, per disparità di trattamento contrattuale rispetto al personale a tempo indeterminato, non valida a determinare effettivo recupero psico-fisico così come è nella ratio delle ferie non coincidendo la fruizione con un giorno di effettivo servizio.

In ultimo si segnala, quindi, che le ferie o vengono fruite nei periodi in cui v’è servizio per il supplente oppure ai sensi dell’art.19 del vigente CCNL 2006/09 oltre la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato dovranno essere liquidate in quanto ferie maturate e non godute in ragione di 2,7 ratei mensili.

Pertanto, la citata disciplina non pare applicabile al personale del comparto scuola, ma più che altro ai dipendenti delle ASL, ENTI , Comuni, Regioni ecc.

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