“L’interazione online nel companion volume del quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Un progetto pilota italiano”

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Pubblicato dall’INDIRE il volume “L’interazione online nel companion volume del quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Un progetto pilota italiano” curato dai ricercatori Fausto Benedetti, Letizia Cinganotto, Gisella Langé. Il volume raccoglie i principali risultati del progetto pilota sui nuovi descrittori dell’interazione online del “Common European Framework of Reference for Languages. Companion Volume with new descriptors” (Council of Europe, 2018), promosso dal Ministero dell’Istruzione in collaborazione con INDIRE.

La pubblicazione è caratterizzata da una prima parte introduttiva che raccoglie contributi di inquadramento teorico e metodologico e da una seconda parte che comprende la descrizione delle esperienze delle scuole coinvolte nel progetto. La versione aggiornata del “Common European Framework of Reference for Languages. Companion Volume” (CEFRCV) pubblicata dal Consiglio d’Europa nell’Aprile 2020 è scaricabile gratuitamente

Documentare e innovare la scuola

Giovanni Biondi, sottolinea come il progetto documentato in questo volume, oltre a rappresentare una “importante opportunità di collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, si pone in linea con gli orientamenti e con il Piano Triennale delle Attività di INDIRE: una specifica area di ricerca è dedicata proprio alla documentazione del sistema scolastico e delle pratiche didattiche della scuola. In tale peculiare ambito i ricercatori hanno già sperimentato format per la videoregistrazione e la documentazione molto efficaci e innovativi, che potranno aiutare i docenti italiani nel processo di riflessione metacognitiva e di miglioramento delle proprie strategie didattiche. Un progetto già concluso e disponibile per la libera consultazione sul sito istituzionale di INDIRE è il portale “Scuola Valore”, che raccoglie i materiali delle azioni di formazione nazionale promosse in passato da INDIRE su affidamento del MIUR.

Lingua, letteratura e cultura in una dimensione europea – Area lingue straniere

Tra i vari materiali resi disponibili per la libera fruizione, in ottica di Open Educational Resources, si segnala la sezione dedicata al Progetto “Lingua, letteratura e cultura in una dimensione europea – Area lingue straniere”, che ha visto docenti, esperti, policy maker, esponenti degli enti culturali, lavorare intorno ai temi del multilinguismo e del multiculturalismo. Le testimonianze delle scuole raccolte in questo volume si profilano, dunque, pienamente in linea con gli indirizzi di ricerca di INDIRE e con la sua mission che è quella di innovare la scuola scardinando il modello tradizionale, tayloristico e trasmissivo e documentare le pratiche didattiche innovative. A questo processo di rinnovamento, l’Istituto contribuisce in modo incisivo attraverso il Movimento delle “Avanguardie Educative”, fondato nel 2014 da INDIRE in collaborazione con 22 scuole capofila, che attualmente coinvolge quasi 1200 scuole in tutta Italia.

Il contesto di riferimento

Sullo sfondo di questo scenario, l’interazione online introdotta dal Companion Volume del Consiglio d’Europa, come nuova e fondamentale dimensione della competenza linguistica e multilinguistica, può contribuire in modo efficace al rinnovamento del processo di insegnamento e apprendimento delle lingue straniere, come testimoniano le azioni e i progetti descritti e documentati all’interno del presente volume.

Le competenze linguistiche nella mission di indire

Flaminio Galli dell’INDIRE, ha fatto presente che, in questi anni, l’istituto “ha sviluppato e supportato la tematica delle competenze linguistiche sia nella L1 che nelle lingue seconde/straniere, attraverso una serie di azioni di informazione e diffusione, di progetti e di iniziative, cui è bene fare riferimento allo scopo di comprendere il valore e la portata dello sforzo che l’Istituto ha compiuto nella promozione di questo peculiare ambito metodologico. In primo luogo, sono da ricordare i Rapporti della Rete Eurydice sulle tematiche riguardanti l’apprendimento/insegnamento delle lingue straniere in età scolare. Questi contributi hanno offerto in questi anni numerosissimi spunti di riflessione ai docenti italiani, anche grazie alla possibilità di effettuare confronti in ambito europeo. Si pensi, in questo senso, al Rapporto “Key data on teaching languages at school in Europe” che nelle edizioni del 2006, 2012 e 2017 ha offerto un’ampia panoramica a livello comunitario sullo stato dell’arte in riguardo ai modelli di insegnamento e di apprendimento delle lingue. INDIRE ha realizzato, poi, uno tra i primi database delle esperienze delle scuole italiane, rappresentato dal, troppo presto dimenticato, sistema “GOLD”3, che ha permesso di raccogliere e condividere le buone pratiche della scuola in varie e diverse discipline e aree tematiche, tra cui quelle della didattica delle lingue straniere. Ricordiamo, in terzo luogo, che presso INDIRE ha sede l’Agenzia Nazionale di e-Twinning, il progetto promosso dalla Commissione Europea, che organizza scambi e gemellaggi virtuali tra scuole di paesi diversi, sollecitando la collaborazione di docenti e studenti sulla base di una progettazione condivisa (Project-Based Learning).

Le competenze linguistiche

Moltissimi progetti delle scuole in questi anni ruotano proprio intorno al tema delle competenze linguistiche. Oltre a ciò, INDIRE è sede dell’Agenzia Nazionale “Erasmus +” (Settore scuola, istruzione superiore, educazione degli adulti), il Programma (2014-2020) subentrato al precedente “LLP” (2007-2013), che promuove la mobilità del personale della scuola, la diffusione di buone pratiche in contesto internazionale, nonché iniziative di job shadowing dei docenti su varie tematiche e contenuti disciplinari, tra cui le competenze linguistiche. INDIRE è anche l’Agenzia Nazionale di un’altra piattaforma europea in grande espansione: E-PALE, dedicata all’istruzione degli adulti, in prospettiva di life-long learning. INDIRE rappresenta il Ministero dell’Istruzione italiano in EUN – European Schoolnet, il Consorzio costituito dalla rete di 31 Ministeri europei dell’Istruzione, che promuove iniziative e progetti che coinvolgono reti di scuole impegnate a sperimentare contenuti e metodologie innovative sullo sfondo dell’internazionalizzazione e con la mediazione della lingua inglese come lingua di lavoro.

Le scuole italiane sperimentano l’interazione online

Gisella Langé relativamente all’”L’idea progettuale e le modalità di sviluppo del progetto” fa presente che “La pubblicazione del nuovo documento Common European Framework of Reference – Companion Volume divulgato dal Consiglio d’Europa nel 2017 ha creato grande interesse nelle scuole italiane e nel gennaio 2018 l’INDIRE e il Ministero dell’Istruzione, Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici e per la Valutazione del sistema nazionale di Istruzione, hanno deciso di sviluppare un Progetto pilota volto a sperimentare i nuovi descrittori di “Interazione online” e “Collaborare in gruppo”. Alla base delle scelte progettuali sono da segnalare sia la consapevolezza dell’importanza crescente della dimensione digitale e multimediale nel processo di insegnamento/apprendimento sia l’opportunità di focalizzare l’interazione e la collaborazione in un ambiente CLIL.

Testare i descrittori relativi all’interazione online con insegnanti e classi di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado

Il progetto ha perciò inteso testare i descrittori relativi all’interazione online con insegnanti e classi di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado ed esplorare, nel contempo, il potenziale di strumenti digitali, media e canali per l’interazione, la comunicazione e l’apprendimento delle lingue. L’obiettivo principale era quello di creare una comunità di pratica di docenti che fossero desiderosi di esplorare le possibilità offerte dai descrittori scelti tra le aree “Interazione online” per i livelli da A1 a B2 (vedi pp. 97-99 Companion Volume, Provisional Version, 2017) e che rispondessero al seguente profilo:

• insegnanti della scuola primaria e/o della scuola secondaria di primo o secondo grado;

• insegnanti di lingua inglese o insegnanti CLIL di materia con competenza di almeno livello B2/C1 in inglese; • capacità di utilizzare tecnologie di apprendimento, social network e altri strumenti web durante la lezione; • esperienze con e-Twinning o altri progetti di scambio che comportano l’interazione online tra gli studenti (tramite blog, social network e spazi dedicati, come TwinSpace).

Interagire online in lingua inglese: la voce dei docenti

Balboni “in questa società dove quel che conta è un pensiero flessibile, divergente, multiplo, le lingue sono uno strumento essenziale, ma sapere una lingua è divenuto a sua volta un concetto flessibile” (Balboni 2015). Letizia Cinganotto afferma, invece, che “la flessibilità dell’apprendimento delle lingue è correlata dunque alla fluidità della società della conoscenza e ai rapidi cambiamenti in atto, ben visibili in ambito tecnologico, dove ogni nuovo software o applicativo diventa obsoleto e anacronistico immediatamente dopo essere stato lanciato. Proprio i rapidi cambiamenti tecnologici ci impongono di studiare l’evoluzione della lingua inglese, la lingua più comunemente usata nei media e nei social network, ampliando la prospettiva di analisi, in modo che si possa tener conto non solo degli aspetti sociolinguistici, pragmatici e culturali, ma anche delle caratteristiche legate al mezzo tecnologico, lo smartphone o il tablet, compagni inseparabili dei nostri studenti.

I testi prodotti in rete

Herring (2007) ha esaminato le peculiarità dei testi prodotti in rete, dettagliandone i vari “facets”, nello specifico technological facets e social facets.

Tra i technological facets, la Cinganotto, menziona le seguenti caratteristiche:

• sincronicità

• granularità

• persistenza

• lunghezza

• identità

• adattamento

• format.

I social facets

Tra i social facets si citano i seguenti aspetti:

• struttura partecipativa

• caratteristiche dei partecipanti

• scopo

• attività

• topic

• tono

• modo

• norme organizzative

• norme per l’appropriatezza sociale

• norme linguistiche

• codice.

La Raccomandazione del Consiglio d’Europa

La Raccomandazione del Consiglio d’Europa per un approccio globale all’insegnamento e apprendimento delle lingue1 (2019) cita fra gli approcci più efficaci per sviluppare la consapevolezza linguistica nelle scuole, l’insegnamento delle lingue attraverso l’uso delle tecnologie. Nella Raccomandazione si legge: “Il potenziale degli strumenti digitali potrebbe essere interamente sfruttato per migliorare l’apprendimento, l’insegnamento e la valutazione delle lingue. La tecnologia può contribuire in misura considerevole all’ampliamento dell’offerta linguistica, fornire opportunità di esposizione a lingue diverse e rivelarsi molto utile per sostenere le lingue che non vengono insegnate a scuola. In questa ottica, lo sviluppo del pensiero critico e dell’alfabetizzazione mediatica nonché un uso appropriato e sicuro della tecnologia possono costituire elementi di apprendimento essenziali”.

Esempi da consultare

Alcuni esempi di come la lingua inglese possa essere utilizzata per veicolare attività CLIL con l’uso delle tecnologie digitali e multimediali si possono consultare nel volume “Techno-CLIL – Fare CLIL in digitale” (Cinganotto, Cuccurullo, 2019).

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