L’inspiegabile ostracismo contro i Dsga facenti funzione. Lettera

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Inviato da Davide Viola – In vista dell’emanazione del bando per il concorso riservato ai DSGA ff. pare opportuno e rilevante fare alcune considerazioni. In prima istanza tale concorso sembra che abbia come requisiti il servizio svolto nel profilo per almeno tre anni a partire dall’A.S. 2011/2012 e il titolo di studio previsto; tale ultimo requisito escluderebbe diversi DSGA ff che hanno lo svolto con professionalità, risolvendo una grave situazione di carenza di quel personale in modo encomiabile nonostante le molte difficoltà, sin dai primi anni 2000 e per quasi un ventennio per alcuni di loro. 

L’attività amministrativa delle scuole con i DSGA FF incaricati si è svolta grazie al loro impegno negli anni, che ora viene totalmente ignorato, nonostante la sua indiscutibile utilità, sempre con merito. 

Si parla tanto di meritocrazia, che qui però viene inspiegabilmente ignorata; quale se non questa, miglior occasione per dare seguito e senso alla meritocrazia. Appare persino stonato non includere in un concorso riservato chi ha svolto i richiesti tre anni di servizio, proprio perché, nel tragitto che ha percorso il profilo del DSGA dalla sua istituzione, al contrario da quanto sostenuto da persone non informate su quanto accaduto nel pregresso, il possesso del titolo non è mai stato ostativo al conseguimento del ruolo: infatti la prima immissione fu espletata attraverso un Corso-concorso nel 2000, rivolto agli allora Responsabili Amministrativi di ruolo, (profilo che fu soppresso e che non richiedeva la laurea) che lì portò all’assunzione come DSGA, benché quasi l’80% di quel personale non possedesse il titolo richiesto. Stessa cosa accadde con l’unica mobilità verticale bandita, dove anche lì fu permessa la partecipazione con conseguente possibile assunzione, di personale non in possesso del titolo previsto e richiesto. Sorprendente poi l’assunzione diretta come DSGA che accadde tempo dopo, prelevandoli, si badi bene, fra gli idonei, non fra i vincitori, di un concorso per la soppressa figura di responsabile amministrativo, concorso bandito e svolto addirittura un ventennio prima, dove il titolo richiesto di ammissione era il diploma e non la laurea, con il clamoroso effetto che fu immesso in ruolo personale che per la maggioranza non solo non in possesso del titolo richiesto ma nemmeno appartenente alla scuola e quindi senza alcuna esperienza nel profilo. Persino nell’ultimo concorso ordinario e come previsto anche per il prossimo, i tre anni di servizio hanno surrogato al requisito della laurea, permettendone la partecipazione. 

Evidente come questa negazione risulti inaccettabile e inspiegabile per tutto la platea dei DSGA ff che si vede escluso da un concorso riservato, percependola, oltre che come un segno di grande ingratitudine da parte dell’amministrazione nei loro confronti, assai illogica, sia perché, come visto, in precedenza gli è stata sempre concessa la partecipazione e soprattutto perché sarebbe assurdo e inconcepibile ignorare delle risorse umane già formate e di comprovata sul campo efficienza, specie in un periodo così difficile, con disponibilità dei posti e a costo zero per l’amministrazione, un lusso questo che in un periodo così complicato risulta molto difficile da comprendere e accettare. Ancor più incomprensibile per il fatto che i beneficiari della seconda posizione, benché non in possesso del famoso titolo prescritto, poiché persino non richiesto per l’ottenimento della posizione, siano addirittura obbligati alla sostituzione del DSGA… non ha alcun senso ritenere da parte dell’Amministrazione idonei alla sostituzione, anche per un anno, chi non ha il titolo richiesto per poi non consentirgli di partecipare a uno straordinario o riservato che sia, oltre che alla logica e contrario al buon senso. Stesso discorso per le utilizzazioni per i posti resosi disponibili dopo i trasferimenti, che vengono richieste dall’Amministrazione, non certo per richiesta degli assistenti amministrativi disponibili e per fare a loro un favore, ma per stretta necessità dell’Amministrazione stessa, dove si privilegia il possessore del titolo ma si permette di accedere anche a chi non lo abbia: identica attuazione andrebbe fatta di conseguenza per il concorso, come del resto già fatto. Da ricordare, particolare non irrilevante, che la disciplina delle Utilizzazione è regolamentata e legittimata dal CCNI del comparto Scuola. 

Si ribadisce quindi come sia, alla luce di quanto è stato ed è in essere, assolutamente inconcepibile ora questo veto ai non possessori della laurea prescritta, che, è bene ricordare, non è personale uscito da chissà dove, 

ma personale che ha svolto quel profilo per anni, con comprovata efficienza, autorizzato a pieno titolo dall’amministrazione. 

In definitiva, per le considerazioni riportate, sarebbe opportuno oltreché ragionevole che nel bando venga chiesto come requisito d’accesso il servizio dei tre anni a partire dal 2011/2012, a prescindere dal titolo, magari con un congruo punteggio aggiuntivo a coloro in possesso del titolo. Tale proposta risulterebbe così equa, permettendo e riconoscendo il diritto di chi ha svolto con merito tale profilo per tanti anni e valutando in giusta misura anche il possesso del titolo richiesto. 

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