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L’insegnamento interdisciplinare e il curriculo sperimentale nell’Istituto Comprensivo di Manciano e Capalbio

L’istruzione interdisciplinare, assai poco radicata in Italia (molto di più lo è nei paesi anglosassoni) implica l’uso e l’integrazione di metodi e quadri analitici afferenti o riconducibili a più di una disciplina per esaminare un tema, un problema, una domanda o per trattare semplicemente un argomento. L’educazione interdisciplinare si avvale di approcci disciplinari per esaminare gli argomenti, ma va oltre: prendendo spunti da una varietà di discipline pertinenti e sintetizzando il loro contributo alla comprensione, integra queste idee in un quadro di analisi più completo e, si spera coerente.

Insegnamento interdisciplinare o multidisciplinare?

L’insegnamento interdisciplinare è diverso dall’insegnamento multidisciplinare o pluridisciplinare in quanto richiede l’integrazione e la sintesi di diverse prospettive piuttosto che una semplice considerazione di molteplici punti di vista.

Alcune definizioni per analizzare l’approccio didattico e metodologico

Analisi pluridisciplinare: esamina un problema tipico per una disciplina attraverso l’obiettivo di un’altra disciplina (ad esempio, come i fisici esplorano la musica, le prospettive sociologiche ai fini della religione).

Analisi multidisciplinare: esamina un problema da più prospettive, senza fare uno sforzo concertato per integrare sistematicamente le prospettive disciplinari.

Analisi interdisciplinare: esamina un problema da più punti di vista, portando a uno sforzo sistematico per integrare le prospettive alternative in un quadro di analisi unificato o coerente.

Cosa differenzia l’istruzione interdisciplinare?

Una singola prospettiva disciplinare ha spesso dei limiti in quanto è guidata dalle norme e dal quadro di una particolare disciplina senza considerazione e integrazione di opinioni alternative. L’unica visione disciplinare può portare all’egemonia d’un approccio che impedisce la valutazione critica della propria e di altre prospettive. Al contrario, l’educazione interdisciplinare si basa su più discipline per acquisire una comprensione profonda e approfondita di questioni complesse e sfida gli studenti a sintetizzare ciò che ognuna di queste discipline offre prima di tentare di progettare approcci esperienziali e pedagogici per risolvere i problemi noti.

Insegnare la crescita economica: un esempio interdisciplinare

Ogni studente che si approccia all’Economia, negli istituti tecnici, per esempio, apprende che un’economia cresce nel breve termine attraverso l’uso di manodopera aggiuntiva, soggetta alla legge dei rendimenti decrescenti e su un orizzonte più lungo aggiungendo più capitale e tecnologia. Questo insieme di approfondimenti è rappresentato utilizzando il modello o il diagramma di flusso circolare. Dopo aver discusso di questa prospettiva, un insegnante può chiedere se altre discipline possono offrire ulteriori spunti su questo argomento. Dovrebbero aspettarsi, questi insegnanti, che alcuni studenti indichino che gli scienziati naturali spesso sfidano questa caratterizzazione stretta, economica, del processo produttivo come incompleta e potenzialmente fuorviante. Ciò offre all’insegnante l’opportunità di introdurre e modellare per gli studenti l’integrazione di approfondimenti sulla crescita economica degli economisti e degli scienziati naturali.

Ad esempio, gli ecologisti hanno sostenuto per decenni che l’economia non funziona separatamente dal mondo naturale. Affermano che esistono vincoli ecologici o confini planetari che governano l’economia e alterano la caratterizzazione economica convenzionale del legame tra input e crescita dell’output. Offrono tre intuizioni che un insegnante interdisciplinare di economia potrebbe integrare nella loro analisi convenzionale per produrre un’esplorazione interdisciplinare della crescita economica.

In primo luogo, le risorse naturali devono essere incluse come input per la crescita economica e allo stesso tempo devono essere considerate un vincolo al processo poiché non possono essere facilmente modificate nel breve termine.

Secondo, il processo di produzione crea rifiuti che devono essere assimilati nella biosfera e l’ambiente potrebbe essere sottoposto a forti stress a causa di questa inefficienza nel processo di produzione.

Questa idea / concetto porta direttamente alla terza nozione che il contributo degli input all’output dipende dal livello e dallo stato delle risorse naturali. Ad esempio, la combinazione di barche e pescatori nel Golfo del Taranto non sarà in grado di produrre frutti di mare per un periodo a causa delle condizioni delle acque del Golfo o, per esempio, a causa della perdita di petrolio (speriamo mai). Pertanto, l’espansione del quadro economico standard utilizzato per comprendere la crescita economica per tenere conto delle intuizioni ecologiche fornisce una più ricca comprensione della produzione e della crescita.

Che compito assegnare agli studenti

Compito: chiedi agli studenti di espandere la struttura del flusso circolare per tenere conto formalmente delle intuizioni ecologiche per produrre una struttura interdisciplinare per esplorare la crescita economica.

Quindi, gli studenti dovrebbero rispondere alle seguenti domande usando il quadro interdisciplinare che hanno sviluppato:

(1) quanto può crescere l’economia prima che inizi a spingere contro i confini planetari?

(2) dove va l’inquinamento e come potrebbe influire sull’ambiente e sulla produttività di altri input?

(3) quanta energia e quale quantità di risorse naturali sono utilizzate per sostenere il sistema economico?

(4) qual è l’effetto di un ambiente degradato sull’economia e sulla qualità della vita?

Valutazione: agli studenti che affrontano il problema della crescita con un focus puramente economico verrebbe assegnata una valutazione media per l’incarico, mentre a coloro che tengono conto delle intuizioni dell’ecologia ma non sono in grado di integrare chiaramente le idee di entrambe le discipline nelle loro risposte verrà assegnato una valutazione buona. Una valutazione ottima andrebbe riservata a coloro che mostrano la capacità di integrare le nozioni associate alla crescita sia in Economia che in Ecologia.

L’interdisciplinarietà e l’approccio metodologico e l’integrazione curriculare nell’Istituto

Affronteremo l’interdisciplinarietà leggendo l’esperienza davvero eccezionale dell’istituto Comprensivo di Manciano e Capalbio, in provincia di Grosseto, guidato dal dirigente scolastico dottoressa Anna Maria Carbone, una vera icona dell’innovazione e della sperimentazione. Un traino per la scuola, per il territorio e, ci auguriamo, per la scuola italiana. Con la dirigente, oggi, e, nei successivi articoli, con i docenti dei vari segmenti scolastici, conosceremo come si lavora per interdisciplinarità e vi forniremo dei modelli. A seguire l’intervista alla dirigente Anna Maria Carbone.

Preside, la sua scuola ormai da anni è punto di riferimento indiscusso sul campo dell’innovazione didattica e della sperimentazione metodologica. Nella scuola che si appresta ad affrontare la sfida del 2020-2021 e, più ingenerale nella scuola del XXI secolo, risulta assai importante se non addirittura irrinunciabile, un approccio interdisciplinare all’organizzazione del curriculo. Come sta operando la sua scuola, ormai da anni?

«Nel Nostro Istituto la sfida della costruzione di un Curricolo Interdisciplinare è stata, fin dall’inizio, una scelta condivisa a livello Collegiale, sviluppata nel tempo in modo sempre più consapevole a partire dalle prerogative proprie dell’Autonomia Scolastica. Con il Regolamento dell’Autonomia, infatti, era stato richiesto ai docenti di elaborare un Curricolo d’Istituto, in cui individuare esperienze efficaci e scelte didattiche idonee per un apprendimento significativo (J.KD Novak,2001 ),con attenzione all’interconnessione e alla trasversalità delle discipline e alle loro aggregazioni secondo aree disciplinari.

L’organizzazione curricolare del nostro I.C., nel tempo, ha subito momenti di riflessione e successive piccole e grandi revisioni, sulla scia del percorso della Scuola italiana degli ultimi vent’anni, con una forte ripresa dopo la pubblicazione delle Indicazioni Nazionali del 2012 e un rafforzamento della ricerca di trasversalità e interconnessioni sempre più ampie, nell’ottica della orizzontalità del curricolo.

Negli ultimi anni, l’intreccio tra le discipline (sia a livello di conoscenze e abilità/obiettivi di apprendimento e traguardi per lo sviluppo di competenze, che di strumenti e metodi), la problematizzazione delle esperienze di apprendimento e la valutazione attraverso compiti di realtà, ha permesso di realizzare percorsi di apprendimento/insegnamento sempre più interdisciplinari.

L’approccio interdisciplinare consente di affrontare problemi reali, anche complessi, che rendono l’apprendimento decisamente più significativo e mirato allo sviluppo delle competenze, oltre ad assicurare la condivisione e l’unitarietà dell’insegnamento. La ricerca di una sempre maggiore interdisciplinarità di percorsi di apprendimento non ha distolto, tuttavia, l’attenzione dei docenti dal sostenere anche lo sviluppo delle capacità emotive, relazionali e motivazionali degli alunni, finalizzate al raggiungimento delle competenze personale e sociale, imprenditoriale e di cittadinanza (psicocognitive e transdisciplinari “Paletta 2019”)».

Come approcciarsi alle discipline e alle educazioni in un percorso interdisciplinare?

«Il percorso che porta ad un Curricolo interdisciplinare passa da un nuovo approccio alle discipline, che supera i loro confini convenzionali, per immergersi nelle loro vaste aree d’interconnessione.

Per questo con i docenti dei tre ordini di scuola (Infanzia, Primaria e Secondaria di I^ grado) abbiamo ricercato all’interno delle singole discipline traguardi di competenza molto affini (e successivamente obiettivi di apprendimento e metodi ‘comuni’), da collegare ad abilità e competenze trasversali, sottese alle competenze europee e riconducibili a tre sistemi di padronanza: conoscere consapevolmente, interagire responsabilmente, sperimentare autonomamente (Carla Topan, in PRO.CO.PIA.,IRRSAE Lombardia, 1994). A questi sistemi di padronanza sono collegate abilità cognitive e metacognitive di studio, di comunicazione e problematizzazione, che sottendono ad attività mentali come la comprensione, la memorizzazione, il ragionamento e il pensiero: il codificare, l’elaborare, il produrre, il progettare e molte altre. Si tratta di veri e propri criteri che guidano la progettazione per abilità e competenze personali, operative (interdisciplinarità) e sociali (transdisciplinarietà) e la loro conseguente valutazione.

Questo studio in profondità delle singole discipline e della loro interconnessione ha fatto emergere anche alcune specificità proprie dei saperi disciplinari da tenere presenti e integrare con le istanze interdisciplinari personali e transdisciplinari, al fine di sostenere lo sviluppo delle competenze di base proprie delle discipline di italiano, matematica e lingue straniere, in stretta correlazione con le richieste INVALSI».

Cos’è e come è organizzato questo curriculo?

«Il Curricolo è il cuore didattico del nostro Piano dell’Offerta formativa e la sua elaborazione, nel rispetto degli orientamenti e dei vincoli posti dalle Indicazioni, è stato ed è il terreno, sul quale, come comunità professionale, misuriamo, in modo concreto, la nostra capacità di progettazione curricolare e didattica di percorsi formativi interdisciplinari, emotivi e relazionali, da realizzare in un ambiente di apprendimento, nel quale si possa imparare insieme, a partire dall’esperienza concreta fino alla sua sempre maggiore formalizzazione, attraverso scelte metodologiche che sostengono la ricerca, il problem solving e la relazione.

In particolare, la nostra organizzazione del curricolo punta a realizzare concretamente nelle singole classi le scelte curricolari generali. Pertanto, l’identificazione dei traguardi di competenza simili, correlati con le abilità cognitive, personali e sociali e con le competenze trasversali corrispondenti vengono raggruppati per sezione o classi parallele, in una estensione temporale che comprende tutto l’anno scolastico. Successivamente, i traguardi di ciascun corso vengono suddivisi in bimestri, al fine di poter creare quattro Moduli progettuali, con i quali organizzare un percorso organico in grado di far conseguire agli alunni i traguardi prefissati.

All’interno di ciascun Modulo, gli insegnanti individuano obiettivi di apprendimento (conoscenze essenziali e abilità, obiettivi e processi cognitivi ed emotivo relazionali corrispondenti, con una particolare attenzione a quelli metacognitivi di ciascuna delle tre Unità Didattiche, che compongono il Modulo stesso.

Sempre a livello di classi parallele vengono definite le modalità, i criteri e gli strumenti di osservazione dei processi di apprendimento e di misurazione dei risultati, sia individuali che di gruppo, la scelta del compito di realtà, la valutazione autentica per il raggiungimento dei traguardi di competenza e la rubrica valutativa dei livelli di padronanza raggiunti da ogni alunno.

Ogni team docente o Consiglio di classe, per ciascuna sezione o classe adatta la Progettazione curricolare e didattica alla propria realtà specifica, secondo il contesto classe (composizione e clima) e le caratteristiche degli alunni (stili cognitivi e presenza di BES, DSA, Disabilità). A questo scopo, il team sceglierà le attività didattiche, le metodologie, i mediatori didattici e i gruppi di apprendimento più efficaci, sempre a partire dalla ricerca, la problematizzazione, la relazione. Un’attenzione particolare sarà riservata alle strategie di personalizzazione e individualizzazione ritenute più opportune. Sempre il team docente/consiglio di classe documenterà l’intervento in classe attraverso la descrizione delle attività didattiche e metodologie attivate, nonché le osservazioni sistematiche e le valutazioni effettuate. Sarà sempre cura del team o del consiglio di classe condividere la riflessione sull’intervento didattico e indicare le eventuali azioni di miglioramento da sviluppare».

L’interdisciplinarietà e poi? C’è congiuntamente una forte scelta verticale nell’organizzazione del curriculo?

«Altra caratteristica qualificante del nostro curricolo, oltre alla interdisciplinarità, è la sua organizzazione verticale, così come indicato dalle Indicazioni Nazionali 2012. Il nostro impianto generale tiene ben presente il Profilo formativo in uscita, oltre alle modalità strategiche per far proprie le conoscenze essenziali e i traguardi di sviluppo delle competenze. Proprio a partire da quel Profilo si sviluppano a ritroso i percorsi formativi interconnessi, continui, senza dimenticare le necessarie specificità delle età.

Il percorso curricolare che emerge si sviluppa, pertanto, secondo un percorso verticale, unitario, graduale e coerente, continuo e progressivamente più articolato, che scandisce le tappe dell’apprendimento dell’allievo in termini di risultati attesi/traguardi per lo sviluppo delle competenze europee e trasversali. Verticalità e continuità nel nostro curricolo si sostanziano, a livello concreto, anche con la realizzazione sistematica di parti progettuali comuni, con gli alunni degli anni ponte, di durata annuale, per 4/6 ore settimanali».

L’interdisciplinarietà come scelta metodologica e didattica, dunque?

«Emerge evidente che, la scelta dell’interdisciplinarietà, che nel tempo ha assunto sempre più chiarezza teorica, trova nella nostra Progettazione curricolare una concreta possibilità di realizzazione. Si tratta di una scelta formativa, metodologica e didattica che pone al centro un apprendimento inteso come processo sinergico di sviluppo di competenze, che la scuola ha il compito di sviluppare attraverso le discipline (e non viceversa di conformare ad esse), individuando abilità che sostengono la crescita di capacità utilizzando conoscenze, mediante l’imparare facendo e insieme, con sempre maggiore autonomia e responsabilità.

In ultima analisi, il nostro lavoro pluriennale di costruzione e revisione curricolare, a livello orizzontale e verticale, rappresenta per i docenti dell’Istituto Comprensivo di Manciano e Capalbio un’occasione di appartenenza, partecipazione e apprendimento continuo, un processo dinamico e aperto, che sosterrà la nostra necessità di ricerca per l’innovazione, anche in questo difficile nuovo anno scolastico alle porte».

Che ruolo gioca il digitale?

«Il digitale come sostiene Maragliano con le sue possibilità di interconnessione, di comunicazione multidirezionale e costruzione dei saperi supporta fortemente l’interdisciplinarità del curricolo. È questa la nuova sfida più esaltante che abbiamo di fronte».

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